Lucca: il turismo cresce e i residenti calano
Firenze ha deciso di mettere un freno agli affitti turistici brevi. E quella scelta, inevitabilmente, ha acceso una domanda anche a Lucca: quanto può reggere un centro storico prima di diventare soltanto una vetrina per turisti?
Il nodo è tutto lì. Negli ultimi anni gli appartamenti destinati agli affitti brevi sono aumentati ovunque, soprattutto nelle città d’arte. A Lucca basta guardarsi intorno: cassette con i codici alle porte, trolley che scorrono sui sampietrini a qualsiasi ora, portoni che cambiano ospiti ogni tre giorni. Intanto chi cerca una casa vera, con un contratto normale, spesso resta a mani vuote.
Dopo la decisione del TAR che ha confermato la linea del Comune di Firenze contro l’espansione incontrollata degli affitti turistici, anche a Lucca il tema è finito sul tavolo politico. Il Comune starebbe studiando nuove regole urbanistiche per evitare che interi palazzi vengano trasformati in strutture ricettive di fatto.
Tra le ipotesi circolate c’è un limite preciso: non oltre il 50% degli appartamenti dello stesso edificio destinati agli affitti brevi. Una misura che punta a evitare situazioni ormai frequenti nei centri storici italiani, dove condomìni interi smettono lentamente di essere abitati da residenti e diventano una specie di hotel diffuso.
Il problema, alla fine, è economico prima ancora che urbanistico. Un appartamento affittato ai turisti rende molto di più rispetto a un contratto tradizionale. È normale che molti proprietari facciano due conti e scelgano la strada più redditizia. Però il risultato è sotto gli occhi di tutti: affitti sempre più alti, poche case disponibili e residenti che si spostano fuori dalle mura perché dentro non riescono più a permettersi di vivere.
E qui nasce il paradosso. Le città attirano turisti proprio perché hanno un’anima, una vita vera, negozi autentici, persone che ci abitano tutto l’anno. Ma se quella vita sparisce, resta solo la scenografia. Bella, fotografatissima, piena di valigie e check-in automatici. Però vuota.
Per ora a Lucca non esistono ancora provvedimenti definitivi. Si parla di valutazioni, studi tecnici e possibili regolamenti futuri. Ma il segnale è chiaro: il modello Firenze sta facendo scuola e molte città iniziano a chiedersi dove sia il punto di equilibrio tra turismo e diritto a vivere nei propri centri storici.
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Mario Bianchi jr
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