Il Comune di Lucca scelga il nome del ponte sul Serchio in piena libertà, come la legge prevede
Ci pare di poter dire che l’esito del macchinoso processo, attraverso il quale si sarebbe dovuti arrivare a dare un nome al ponte sul Serchio, sia stato veramente modesto. Due dei tre nomi, che una Commissione poco saggia, ha consegnato alla città sono da considerarsi, a dir poco, discutibili. Partiamo dal nome generico, quello che permetterebbe di evitare di intitolare il ponte ad un essere umano; la Commissione non ha trovato di meglio che scegliere il nome di un animale, ovvero l’airone, forse perché da qualcuno è stato messo in relazione con la forma del manufatto, che può anche vagamente ricordare appunto un airone in volo. Tra i nomi generici che le scuole avevano indicato ce n’era uno molto legato alla storia di Lucca ed al contempo alla sensibilità della quasi totalità della popolazione. Si era infatti proposto il nome di “Ponte della Libertà”, il quale evocherebbe il motto che era sullo stemma e sulla bandiera della gloriosa Repubblica di Lucca, ma anche il principio su cui si basano la Repubblica Italiana e la sua Costituzione. Sarebbe difficile trovare qualcuno contrario a celebrare la libertà, eppure questa ottima soluzione è stata incredibilmente cassata per un flaccido “Ponte dell’Airone”, che potrebbe essere sostituito, senza esiti diversi, da ponte del gabbiano, della trota, del martin pescatore o, lucchesemente parlando, della bodda o del miccio.
Passiamo poi ai due nomi di persone rimasti, uno di un personaggio storico e l’altro di un contemporaneo di tutti noi, esclusi i giovanissimi nati dopo la sua morte. Il nome storico è quello della Contessa Matilde. Non possiamo fare a meno di osservare che, quando si giunse al momento più acuto della lotta per le investiture, Lucca, pure legittima capitale della marca dei Canossa, fu la prima a ribellarsi alla Contessa, prendendo le parti dell’imperatore Enrico IV, il quale, proprio a Lucca dichiarò Matilde decaduta dalla carica marchionale. In sostanza, in modo singolarissimo, oggi Lucca intitolerebbe il ponte alla rappresentante di una autorità, quella del Marchesato di Toscana, cui si ribellò in modo deciso e contro la quale combatté per anni. Restando all’epoca medievale, sia pure più tarda, ci permettiamo di far rilevare come il nome a suo tempo da noi proposto, quello dell’imperatore Carlo IV, fosse quello di un personaggio molto rilevante per la storia di Lucca ed a Lucca legato in modo decisivo.
L’unico nome accettabile che la poco saggia Commissione è riuscita a consegnarci è quello di Arturo Paoli, ma pur restando evidente la sua statura politica e religiosa, in questo modo si mette il Comune di fronte ad una scelta obbligata.
Crediamo dunque che il Comune di Lucca debba agire in base alle prerogative che la legge gli attribuisce e scegliere, come sarebbe stato opportuno fare da subito, un nome anche diverso da quelli partoriti dalle discutibili scelte della commissione. Crediamo dunque che si possano recuperare sia la Libertà che Giuseppe Ungaretti, poeta di statura mondiale e decidere tra questi due ed Arturo Paoli. Crediamo anche che non debba esser fatto alcun referendum, perché esso sarebbe solo un sondaggio e non certo una votazione democratica. Il Consiglio Comunale deve scegliere il nome prendendo la responsabilità che è propria di chi è eletto a suffragio universale.
PER LUCCA E I SUOI PAESI
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