Lotta Comunista, il partito che sfida il tempo

In un panorama politico dominato da campagne elettorali, leader mediatici e sondaggi quotidiani, esiste da oltre sessant'anni una realtà che sembra vivere in una dimensione parallela. Si chiama Lotta Comunista ed è una delle organizzazioni politiche più particolari e longeve della storia repubblicana italiana. Fondata nel 1965 da Arrigo Cervetto e Lorenzo Parodi, continua ancora oggi a diffondere le proprie idee attraverso un fitto lavoro di propaganda, studio e organizzazione militante. Molti italiani la conoscono soltanto per i banchetti davanti alle università, alle stazioni ferroviarie o nei mercati cittadini, dove i militanti vendono ogni mese il giornale che porta lo stesso nome del movimento. Dietro questa immagine, però, si nasconde una struttura costruita con pazienza nel corso dei decenni e fondata su una convinzione precisa: la rivoluzione socialista non può essere improvvisata ma richiede anni di formazione politica e di radicamento nella società. Le radici del gruppo affondano nel dopoguerra. Arrigo Cervetto, ex partigiano e militante prima comunista e poi anarchico, sviluppò una propria interpretazione del marxismo che lo portò progressivamente verso una visione leninista dell'organizzazione politica. Dopo una lunga fase di elaborazione teorica e di esperienze in diversi gruppi della sinistra rivoluzionaria, nel dicembre del 1965 nacque ufficialmente Lotta Comunista insieme al suo giornale. A differenza di molte formazioni extraparlamentari sorte negli anni Sessanta e Settanta, Lotta Comunista non ha mai scelto la strada della lotta armata né ha partecipato direttamente alle competizioni elettorali come obiettivo principale della propria attività. La sua strategia è sempre stata quella di costruire un'organizzazione stabile di quadri politici attraverso lo studio sistematico del marxismo, l'analisi economica e il lavoro nei luoghi di lavoro e nelle università. Uno degli aspetti che più colpiscono osservatori e studiosi è la disciplina interna. I militanti dedicano molto tempo alla formazione politica e alla diffusione del giornale, considerato uno strumento essenziale per mantenere una linea teorica coerente. Nel corso degli anni il movimento ha costruito una vasta attività editoriale, pubblicando opere di teoria politica, raccolte di documenti storici e gli scritti completi del fondatore Arrigo Cervetto. Sul piano teorico, Lotta Comunista sostiene che il capitalismo continui a svilupparsi su scala mondiale e che i grandi conflitti internazionali siano una conseguenza della competizione tra potenze economiche e imperialistiche. Questa analisi ha portato il movimento a distinguersi sia dai partiti comunisti tradizionali sia dalle correnti più vicine all'esperienza sovietica. Per i dirigenti dell'organizzazione, infatti, l'Unione Sovietica non rappresentò una forma di socialismo compiuto ma una variante di capitalismo di Stato. Nonostante la scarsa presenza nei mezzi di comunicazione e l'assenza di rappresentanti nelle istituzioni, Lotta Comunista è riuscita a sopravvivere a cambiamenti epocali: la Guerra Fredda, la caduta del Muro di Berlino, la dissoluzione dell'URSS e le profonde trasformazioni del mondo del lavoro. Mentre molte organizzazioni nate negli stessi anni sono scomparse o si sono trasformate radicalmente, il gruppo ha mantenuto una sorprendente continuità organizzativa e ideologica. È proprio questa capacità di resistere al tempo che continua a suscitare interesse. Per alcuni rappresenta un esempio di coerenza politica rara nel panorama contemporaneo; per altri è il simbolo di una visione rimasta ancorata a categorie del Novecento. In ogni caso, Lotta Comunista resta un fenomeno unico nella storia politica italiana: un'organizzazione che ha scelto di misurare il proprio successo non nei voti raccolti, ma nella costruzione paziente di una comunità militante destinata, secondo la sua visione, a preparare le condizioni per futuri cambiamenti storici. S. F.
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