Ci ha lasciato a 88 anni Giovanna Salvetti, poetessa e anche pittrice, che ci consegna come memoria due libri significativi editi da maria pacini fazzi “Muse Tardive” e “Parole al sole” insieme ad un grande amore quello che aveva vissuto con Venanzio Pieruccini, storico sindacalista della Cgil e rappresentante dei lavoratori della Cantoni.
Giovanna Salvetti ha vissuto la prima infanzia durante la seconda guerra mondiale e l’adolescenza nella fase difficile della ricostruzione, quando andare oltre la 5° elementare per una donna, nata in campagna, da una famiglia modesta, era impossibile o quasi. Ha quindi lavorato come sarta, andando a scuola a quella università che è la vita così bene che soltanto a 70 anni scopre il piacere della pittura e della poesia, che covava dentro di sé, da sempre.
Da qui sboccia, nel 2015, un bel libro come fattura grafica e come sostanza dal titolo emblematico “Muse tardive”, introdotto da Alessandro Tambellini, seguito nel 2019 da “Parole al sole”.
La poesia di Giovanna è apparentemente semplice, perché diretta e spontanea, colloquiale e immediatamente comprensibile, ma in realtà profonda non solo nei sentimenti e nel pensiero, ma anche nella forma stilistica ricca di metafore e di fluidità ritmica. Per esemplificare ecco questo bellissimo testamento da lei scritto 10 anni fa.
VITA
Quando non ci sarò più
sarò mare
andrò a lambire
sponde sconosciute
bambini giocheranno
con le mie onde
Quando non ci sarò più
sarò oceano
accarezzerò continenti
e sarò nuvole
e sarò pioggia
se qualche goccia
bagnerà il tuo viso
sarò lacrima che ti bacia
e sarò vita