La legge n. 227 del 22 dicembre 2021 , che si rifà alla convenzione
ONU sulle disabilità compreso L’Autismo , del dicembre 2006, riforma la
normativa esistente in precedenza in Italia sulla disabilità fisica e
mentale, attraverso un progetto vita elaborato individualmente e
personalizzato sulla persona interessata ;
Il Decreto legge n 62 del 2024, porta a termine la riforma superando
la logica del solo danno fisico attraverso una compromissione fisica e
“barriere” presenti nell’ambiente e nella società, dando alle persone
con disabilità il godimento di tutti i diritti umani sulla basa di
uguaglianza e senza imporre oneri.
Con queste leggi è possibile definire il PEI (Piano Educativo
Individuale ) al fine di promuovere l’autodeterminazione, la
semplificazione dell’amministrazione, rimuovere gli ostacoli e
rispondere alle esigenze e bisogni individuali , sia nella scuola che
nel lavoro , con un Piano educativo inclusivo , con interventi
didattici individualizzati.
Inoltre sono previste un insieme di risorse personalizzate
destinate a realizzare il Progetto Vita , con risorse , sostegni
economici, servizi, assistenza e tutto ciò che è necessario per una
vita piena ed autonoma. Il Progetto Vita, non termina con l’obbligo
scolastico ma procede per tutta la vita.
Il Progetto vita parte è fatto di precise misure previste dalle
leggi sopra menzionate, per arrivare ad una valutazione del progetto
individuale, la scelta del luogo dove abitare, la scelta sulla
continuità dei sostegni. Il fondo per l’implementazione dei progetti,
l’Unità di Valutazione Multi-dimensionale.
L’approccio delle suddette leggi, sono finalizzate a innanzitutto
instaurare un dialogo aperto tra Istituzioni, Operatori e famiglia
finalizzato a riconoscere il ruolo centrale della Persona con
disabilità, nonché a definire le scelte da effettuare attraverso la
valutazione della salute, dei desideri, delle aspettative della persona
interessata e quindi definire anche gli obbiettivi appagamento sul piano
degli interventi i merito alla formazione, al lavoro, alla affettività,
socialità habitat, casa..
Insomma si tratta di costruire i Piani Operativi, individuare le
Persone coinvolte, gli operatori le risorse umane, gli strumenti
tecnologici/communitivi.
Le cose più importanti riguardano:
- la semplificazione della valutazione dell’invalidità, a
partire dal fatto che i certificati di invalidità e disabilità che
verranno rilasciati, non avranno più una scadenza con le successive
verifiche , per quanto riguarda le patologie stabilizzate;
- la presentazione dell’Istanza del PROGETTO VITA che
avviene attraverso la stessa persona diversamente abile o chi la
rappresenta (genitore , tutore). Nella domanda di istanza va allegata la
documentazione attestante la condizione e ogni documento per conoscere
la Persona ed il suo contesto di vita;
- La domanda “progetto Vita” può essere presentata su carta
semplice o modulo predisposto dalla Regione e va presentato all’Ambito
Territoriale di residenza oppure al Comune di Residenza;
- La Persona interessata se lo desidera può presentare una
sua bozza di Progetto di Vita, secondo i propri desideri e aspettative .
Dopo la presentazione della domanda succede questo:
- Il responsabile amministrativo deve comunicare entro 15
giorni l’avvio del procedimento UVM ( Unità di Valutazione
Multidimensionale) , da quel momento l’ UVM ha 90 giorni di tempo per
elaborare ed avviare il PROGETTO VITA;
- Fin da subito la Persona interessata può richiedere il
supporto di un facilitatore che l’accompagna in tutte le fasi del
procedimento e sostiene i propri desideri, preferenze, aspettative,
scelte di Vita
La Composizione della Commissione UVM e fatta da un nucleo stabile composto dalle seguenti figure:
- la Persona disabile; il genitore o tutore; il facilitatore
scelto dalla persona interessata; l’Assistente sociale; diversi
professionisti sanitari; un rappresentante per l’inserimento nel lavoro
(di norma proviene dal Centro per l’Impiego) ; un medico di medicina
generale:
- può essere aggiunto un Caregivers o parente, un medico
specialista, un referente dei servizi territoriali; un rappresentante di
Associazioni tipo Anfass.
I compiti della Commissione UVM sono :
- Prima fase: rileva gli obbiettivi della Persona interessata, second ii suoi desideri, aspettative e definisce il profilo di funzionamento;
- Seconda fase: individua il contesto, le barriere esistenti ed i facilitatori;
- Terza fase: vengano formulate valutazioni
inerenti il profilo di salute, rispetto ai bisogni e qualità della vita.
In particolar modo : l’apprendimento, la socialità affettiva, la
formazione, il lavoro la casa, l’Habitat sociale;
- Quarta fase: si definiscono gli
obbiettivi da realizzare con il PROGETTO VITA, partendo dall’analisi di
ciò che è già presente (come piani di sostegno attivi).
Cosa deve indicare il progetto Vita? Questo:
- Gli obbiettivi che si vogliono raggiungere che riguardano il soggetto interessato ma anche i familiari;
- I risultati che ci prefiggiamo attraverso azioni specifiche
con la tipologia delle prestazioni e le figure professionali che vi
sono impegnate;
- La frequenza e la durata per ogni tipologia di intervento necessari al raggiungimento degli esiti desiderati;
- La quantità, le modalità e le risorse economiche necessarie;
- Gli indicatori di qualità percepiti dalla Persona interessata ;
- La Commissione UVM deve realizzare la fotografia a 360
gradi della persona interessata al fine di rimuovere gli ostacoli e
realizzare i punti di forza. Il momento principale dovrà essere il
colloquio con la Persona interessata e se lo desidera assieme a un
familiare;
- La Commissione dovrà capire tutte le azioni della vita
quotidiana del soggetto, i suoi desideri, cosa vorrebbe fare e non ci
riesce, i suoi obbiettivi.
-
Allora tutto bene ? siamo finalmente ad una svolta ? Purtroppo NO !
L’attuazione l del Decreto Legislativo n. 62 del
2024 attuativo della legge Delega n. 227 del 2021 , presenta forti
criticità applicative per la mancanza delle risorse finanziarie che il
governo delle destre non ha stanziato ed anzi ha ridotto.
Questa la realtà:
- Gli Enti Locali denunciano la mancanza di fondi strutturali
adeguati a coprire i costi dei servizi sociali, sanitari, di supporto,
nonché il Personale Formato necessario richiesto da ogni singolo
Progetto di Vita;
- La Composizione e operatività delle Commissioni UVM ( Unità
di Valutazione Multidimensionale) necessari per redigere il Progetto,
scontano una grave carenza di Personale Operativo riguardante i
professionisti, i medici gli assistenti Sociali, gli educatori, gli
specialisti … che in loro mancanza rendono impossibile il Progetto Vita;
- Infine Senza un finanziamento congruo da parte dello Stato
finalizzato alla realizzazione delle Commissioni UVM e dei Progetti, i
singoli bilanci delle regioni e dei Comuni non potranno fare niente !
In sostanza occorre un modello integrato che coinvolga l’ASL, i
Servizi sociali, servizi per il lavoro, Istituzioni, Associazioni,
finalizzato da subito alla realizzazione della Commissione UVM ma
anche nell’ipotesi di riuscire a formare le Commissioni mancherebbero
comunque gli operatori, gli Assistenti sociali, i medici, gli
specialisti territoriali delle ASL , che vanno formati e che sono
indispensabili per costruire il Progetto Vita individuale delle persone
con disabilità fisica o intellettiva (autismo o sindrome di Asperger ) ,
mentre il Governo anziché stanziare i fondi necessari ha tagliato di
610 milioni di Euro, quelle previste già nel PNRR sia per l’autonomia
abitativa che del Fondo “Dopo di Noi”.
Quindi esiste un problema politico di dove vengono destinate le
risorse e senza risolvere il nodo risorse anche la legge n.227 del 2021
ed il Decreto Attuativo n. 62 del 2024, resterà del tutto inapplicato ed
il PROGETTO VITA resta solo pura utopia .
Umberto Franchi 22 giugno 2026
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