Piazza Anfiteatro, il dito e la Luna: il problema è il modello economico che impoverisce Lucca.
In questi giorni l'attenzione dell'amministrazione comunale e del dibattito politico si è concentrata sulla questione dell'occupazione del suolo pubblico in Piazza Anfiteatro, con controlli mirati a verificare il rispetto delle concessioni relative a tavolini e strutture esterne dei locali.
Una vicenda che solleva una domanda semplice: davvero in piazza Anfiteatro in particolare e in centro storico in generale, il primo problema dell’overturism su cui intervenire è l’occupazione abusiva di suolo pubblico?
Mentre si impiegano risorse pubbliche per misurare gli spazi concessi agli esercizi commerciali, restano irrisolti problemi ben più gravi che incidono sulla qualità della vita di lavoratori e cittadini: salari insufficienti, precarietà lavorativa, lavoro irregolare, affitti fuori controllo e una crescente turistificazione del centro storico.
Preoccupa inoltre il dibattito sviluppatosi attorno alla vicenda che come al solito si limita a reprimere gli effetti – multe – o proporre palliativi. Da una parte infatti la destra sembra individuare nei tavolini il principale problema della città, anche solo per fingere di fare qualcosa in merito all’overturism; dall'altra l'opposizione propone come soluzione l'aumento delle attività culturali e degli eventi nel centro storico, senza battere ciglio sul problema del lavoro nero e grigio che invade il settore turistico e ristorativo. Due approcci che eludono la questione fondamentale.
La realtà di Piazza Anfiteatro è sotto gli occhi di tutti: un modello economico che incentiva la massimizzazione delle rendite e dei flussi turistici, mentre si scaricano i costi su lavoratori, residenti e piccole attività. L'utilizzo improprio del suolo pubblico rappresenta certamente un problema; tuttavia, limitarsi a questo aspetto significa ignorare le cause profonde della trasformazione del centro storico.
Quando gli affitti commerciali raggiungono cifre che superano abbondantemente i 10.000 euro mensili, le conseguenze sono inevitabili: aumento dei prezzi, riduzione della qualità dell'offerta, compressione dei salari e peggioramento delle condizioni di lavoro.
Chi vuole davvero contrastare la turistificazione e difendere il tessuto sociale ed economico della città dovrebbe aprire una discussione seria sul contenimento degli affitti commerciali e abitativi, la tutela del lavoro regolare, stabile e adeguatamente retribuito, la promozione di attività produttive ad alto valore aggiunto che creino occupazione di qualità, il riequilibrio tra esigenze del turismo e diritto alla città per residenti e lavoratori. In questo senso si potrebbe davvero intervenire sulla concessione del suolo pubblico, rendendola accessibile solo agli esercizi che rispettano i diritti dei lavoratori e la norme della sicurezza sul lavoro.
Senza affrontare questi nodi strutturali, il rischio è che il dibattito pubblico si riduca a una contrapposizione sterile tra controlli sui tavolini ed eventi in piazza, mentre continuano a crescere precarietà e disuguaglianze, per la rendita di pochi.
Lucca, 25 giugno 2026
Potere al Popolo Lucca