Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l'attenzione delle Istituzioni sulla crescente complessità delle emergenze educative che interessano il sistema scolastico nazionale. L'incremento degli episodi di violenza giovanile, bullismo, cyberbullismo, discriminazione, hate speech e aggressioni ai danni di studenti e personale scolastico impone una riflessione sulla necessità di rafforzare gli strumenti educativi di prevenzione, ponendo al centro dell'azione formativa la cultura della legalità, del rispetto della persona e della responsabilità costituzionale.
Le più recenti rilevazioni dell'ISTAT confermano la diffusione del fenomeno: oltre due terzi degli studenti tra gli 11 e i 19 anni dichiarano di aver subìto almeno un comportamento offensivo, aggressivo o discriminatorio nell'arco dell'ultimo anno, mentre bullismo e cyberbullismo continuano a rappresentare una delle principali criticità educative del Paese, con ricadute significative sul benessere psicologico, sul rendimento scolastico e sulla qualità delle relazioni sociali.
La scuola della Repubblica, ai sensi degli articoli 2, 3, 33 e 34 della Costituzione, è chiamata a promuovere il pieno sviluppo della persona umana e la formazione del cittadino. In tale prospettiva si collocano la Legge 20 agosto 2019, n. 92, che ha introdotto l'insegnamento trasversale dell'Educazione civica, nonché la Legge n. 71 del 2017, recentemente rafforzata dalla Legge n. 70 del 2024, che attribuisce alle istituzioni scolastiche un ruolo strategico nella prevenzione e nel contrasto del bullismo e del cyberbullismo.
Il Coordinamento ritiene che il modello attualmente vigente, pur rappresentando un significativo passo in avanti, necessiti di un ulteriore sviluppo ordinamentale. La crescente domanda di formazione giuridica da parte degli studenti e la complessità delle nuove forme di illegalità rendono opportuno prevedere un insegnamento curricolare specificamente dedicato all'Educazione alla legalità, stabile, continuativo e fondato su solide competenze disciplinari.
Per tali ragioni il CNDDU propone l'istituzione, in tutte le istituzioni scolastiche del primo e del secondo ciclo di istruzione nelle quali la classe di concorso A-46 non sia già presente, di un insegnamento curricolare di Educazione alla legalità, da attribuire ai docenti della classe di concorso A-46 – Discipline giuridiche ed economiche.
Tale proposta trova fondamento nel principio di coerenza tra disciplina insegnata, competenze scientifiche e profilo professionale del docente. L'Educazione alla legalità rappresenta infatti una naturale declinazione degli studi giuridici, comprendendo l'approfondimento della Costituzione, dell'organizzazione dello Stato, delle fonti del diritto, della tutela dei diritti umani, della responsabilità civile e penale, della cittadinanza digitale, dell'educazione economico-finanziaria, del diritto dell'Unione europea e dei principi fondamentali della convivenza democratica.
L'introduzione di tale insegnamento consentirebbe di rafforzare la funzione preventiva della scuola, offrendo agli studenti strumenti culturali idonei a comprendere il significato delle regole giuridiche, il valore dei diritti inviolabili della persona e il rapporto inscindibile tra libertà individuale e responsabilità sociale. Al tempo stesso favorirebbe una maggiore uniformità dell'offerta formativa sull'intero territorio nazionale, superando l'attuale eterogeneità derivante dall'affidamento di tali contenuti a iniziative progettuali o a percorsi affidati alle autonome determinazioni delle singole istituzioni scolastiche.
La proposta determinerebbe altresì effetti positivi sotto il profilo organizzativo, consentendo una più razionale valorizzazione della classe di concorso A-46, oggi interessata da un organico numericamente insufficiente rispetto alle competenze possedute dal personale docente. Tale situazione continua a produrre rilevanti criticità, tra cui il prolungato blocco della mobilità territoriale, il rallentamento delle immissioni in ruolo e una significativa compressione delle prospettive professionali di docenti altamente qualificati, il cui contributo potrebbe essere pienamente posto al servizio delle finalità istituzionali del sistema nazionale di istruzione.
Alla luce delle considerazioni esposte, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge un rispettoso appello al Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e al Sottosegretario di Stato, Paola Frassinetti, affinché promuovano un confronto istituzionale con il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, le competenti Commissioni parlamentari, il mondo accademico e le rappresentanze professionali della scuola, volto a valutare l'introduzione dell'insegnamento curricolare di Educazione alla legalità affidato alla classe di concorso A-46. Una scelta di tale portata rappresenterebbe un investimento strategico nella prevenzione educativa, nella diffusione della cultura costituzionale e nel rafforzamento della funzione formativa della scuola italiana.
Ogni stagione della scuola italiana è stata chiamata a confrontarsi con le trasformazioni della società, adeguando i propri strumenti educativi ai bisogni emergenti delle nuove generazioni. Oggi la sfida non consiste soltanto nel trasmettere conoscenze, ma nel fornire agli studenti gli strumenti giuridici e culturali per comprendere la complessità della vita democratica, riconoscere il valore delle istituzioni, esercitare consapevolmente i propri diritti e adempiere ai doveri inderogabili di solidarietà sanciti dalla Costituzione.
La legalità non può essere ridotta a un principio etico affidato esclusivamente alla sensibilità individuale o a iniziative episodiche. Essa costituisce un sapere disciplinare, fondato sul diritto, che richiede continuità didattica, rigore metodologico e specifiche competenze professionali. Riconoscere tale evidenza significa rafforzare il ruolo della scuola quale presidio della democrazia costituzionale e della tutela dei diritti umani, assicurando alle future generazioni una formazione all'altezza delle sfide educative e civili del nostro tempo.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU