I COLLEGAMENTI DI IVANO FANINI CON IL RECENTE TOUR DE FRANCE VINTO DA TADEJ POGACAR

I COLLEGAMENTI DI IVANO FANINI CON IL RECENTE TOUR DE FRANCE VINTO DA TADEJ POGACAR

Anche nel recente Tour de France dominato da Tadej Pogacar, che con 5 vittorie eguaglia Eddy Merckx, Jacques Anquetil, Bernard Hinault e Miguel Indurain entrando di diritto fra i più grandi ciclisti di tutti i tempi, ci sono ponti di collegamento fra alcuni protagonisti di quest' anno e Ivano Fanini, l' unico presidente ciclistico italiano ad aver ricevuto la Stella d' Oro al merito sportivo grazie al suo straordinario curriculum. Fanini è anche da oltre 50 anni l' unico presidente ciclistico della provincia di Lucca che con le sue squadre ha avuto una risonanza internazionale. Grazie alla sua visione, gestione e successi ha lanciato ed instaurato rapporti con ex ciclisti collegati a diversi protagonisti che abbiamo visto al Tour. Riconosciuto come il grande globalizzatore del ciclismo, Fanini spostò il baricentro tra la fine degli anni 70 e l' inizio degli anni 80, oltre i confini di quelle nazioni che per mezzo secolo avevano dominato nei risultati, divulgandolo in 44 nazioni divenendo negli stessi un pioniere, esportando il modello di gestione ciclistica e applicando una visione inedita per quegli stessi paesi. 

RICHARD CARAPAZ, VINCITORE DELLA MAGLIA A POIS PREPARATO ATLETICAMENTE DA MICHELE BARTOLI

Uno fra i principali protagonisti della Grande Boucle è stato Richard Carapaz, vincitore per la seconda volta della maglia a pois quale miglior scalatore (la prima fu nel 2024) e del Premio Combattività. Il vincitore del Giro d' Italia 2019 ha segnato il suo nome vincendo anche la 18.a tappa a Merlette e la 20.a tappa sull' Alpe d'Huez. La sua grande potenza aerobica gli consente grandi performance sugli sforzi prolungati. Ad ottimizzare le sue prestazioni e a gestire i recuperi ci pensa Michele Bartoli che cura la sua preparazione atletica. Il "Leoncino delle Fiandre" , uno fra i ciclisti italiani più vittoriosi nelle corse Monumento di tutti i tempi, è nato ciclisticamente in casa Fanini. Puntò per la prima volta i pedali a Segromigno Piano ed Ivano Fanini è orgoglioso di averlo lanciato. Dopo le prime vittorie nelle categorie giovanissimi ed esordienti, lo fece passare alla Montecarlo-Fanini e continuò la sua serie di successi. Prima di Michele Bartoli, Carapaz fu diretto e lanciato nel grande ciclismo dal suo connazionale Juan Carlos Rosero ex ciclista di Ivano Fanini con cui si aggiudicò il Giro di Mendoza in Argentina nel 1987, primo straniero ad imporsi in quella competizione e primo ciclista equadoriano a competere in Europa. Quindi c'è il collegamento Fanini-Rosero-Bartoli-Carapaz. 

LENNY MARTINEZ, QUINTO AL TOUR E LA SUA TRAFILA GIOVANILE IN MAGLIA FANINI

Altro protagonista del Tour di quest' anno è il francese Lenny Martinez. Il ciclista di Cannes si è dimostrato, al quarto anno da professionista, uno fra i più forti scalatori chiudendo al 5.o posto nella classifica finale. Autore di eccellenti piazzamenti, ha chiuso in crescendo  questa edizione e sull' Alpe d' Huez ottenne un onorevole secondo posto nella tappa vinta da Tadej Pogacar. La sua giovane età, 23 anni, lascia ben sperare per il futuro dove viene indicato fra i più probabili protagonisti sia al Giro d' Italia, sia al Tour de France, che alla Vuelta. Anche lui impuntò da giovanissimo per la prima volta i pedali con la maglia Fanini, vincendo le prime corse. Suo padre Miguel, campione olimpico di MTB nel 2000 a Sydney e campione del mondo Under 23 nel 97 e 98 ed Elite nel 2000, ha corso da professionista  nel 2008 e nel 2020 con Amore e Vita ed ha trasmesso gli insegnamenti ricevuti da Fanini a suo figlio Lenny. Quindi un altro collegamento: Fanini-Miguel Martinez-Lenny Martinez.

MADS PEDERSEN VINCITORE DELLA 4.a TAPPA CARCASSONNE-FOIX E DELLA MAGLIA VERDE

Quando si parla di danesi non può che uscire fuori la loro storia che ebbe origine in Italia con il Team Fanini. Ne sono arrivati tanti a Capannori per impuntare i pedali ed iniziare una carriera ciclistica. Mads Pedersen, il trentunenne ciclista della Lidl-Trek, campione del mondo nel 2019, si è imposto nella 4.a tappa Carcassonne-Foix ed è il sesto corridore della storia ad aver vinto la classifica a punti nelle tre principali corse a tappe: Tour de France, Giro d' Italia e Vuelta. Anche nell' ultimo Tour ha conquistato la classifica finale della maglia verde, vincendo la speciale classifica a punti. Due i suoi predecessori dello stesso cognome che hanno in passato indossato i colori Fanini. Alex Pedersen fu reclutato negli anni 80 da Ivano Fanini. Brian Pedersen, ex corridore di Fanini nel biennio1990-91 e colui che scoprì lanciandolo nel grande ciclismo Jonas Vingegaard, dal 2016 al 2019. Lo stesso Vingegaard, vincitore di due Tour de France e dell' ultimo Giro d'Italia, era secondo in classifica al Tour di quest' anno ed il principale antagonista di Pogacar quando una caduta nella 15.a tappa affrontando una curva nella discesa prima della salita finale sul Plateau de Solaison, l' ha costretto al ritiro. Quindi un altro collegamento: Fanini-Alex Pedersen, Brian Petersen-Jonas Vingegaard.

KIELL CARLSTROM, EX PROFESSIONISTA DI FANINI, GENERAL MANAGER DELLA NSN CYCLING TEAM

Un' altra squadra che si è messa in evidenza al Tour è la NSN Cycling Team ex Israel con licenza svizzera e categoria Uci World Team il cui general manager finlandese Kiell Carlstrom sta facendo un lavoro improntato nel modernizzare i movimenti ciclistici individuali , crescendo campioni fin dalle categorie giovanili. Al suo velocista eritreo Biniam Girmay è mancata la vittoria ,nell' edizione 2024 vinse tre tappe, ma si è difeso con il 2.o posto nell' 8.a tappa a Bordeaux battuto di poco allo sprint da Tim Merlier. I suoi diversi piazzamenti gli hanno anche consentito di chiudere al terzo posto finale nella classifica a punti preceduto soltanto da Mads Pedersen e Jasper Philipsen. Ma Carlstrom, come da nostra ultima intervista, non dimenticherà mai la sua carriera a livello agonistico quando passò professionista con Amore e Vita di Ivano Fanini nel 2002 correndovi con successo per un triennio emergendo con risultati di rilievo. Nella stessa NSN Cycling Team fra i D.S. vi sono Alex Cataford, ex ciclista pure lui di Ivano Fanini con Amore e Vita nel 2014 e Francesco Frassi D.S. per diversi anni del Team Fanini. Con questa squadra si tastano diverse nazioni dove ancora una volta è dimostrato che Fanini ha globalizzato il ciclismo. Si parla d' Africa? Ebbene vi sono anche in questo Continente radici con il Team Fanini di ciclisti che hanno corso con questa maglia provenendo da nazioni come Sudafrica, Zimbabwe, Eritrea e Camerun. Nessun presidente di squadre ciclistiche al mondo può vantare tesserati di così tante nazioni. Quando poi si parla di maglia gialla al Tour per Fanini sono indimenticabili quei momenti che la vide indossare a suoi ex ciclisti come Alberto Ellli che nell' edizione 2000 la tenne per quattro giorni, due anni dopo aver corso per la Remac Fanini. Altrettanto fece il danese Rolf Sorensen, scoperto da Fanini e fatto crescere ciclisticamente a Capannori nella sua scuola ciclistica giovanile prima di lanciarlo nell' Olimpo del Ciclismo, ma dopo avergli fatto vincere corse importanti come la Tirreno Adriatico davanti a Francesco Moser. Sorensen indossò la maglia gialla per quattro giorni nell' edizione 1991 togliendola a Greg Lemond. Quindi un altro collegamento: Fanini-Kiell Carlstrom-Biniam Girmay-Francesco Frassi-Alex Cataford. 

IVANO FANINI: "SONO ORGOGLIOSO DI AVER LANCIATO TANTI STRANIERI"

Un Fanini sempre attento alle corse ciclistiche. Ha seguito anche il Tour de France che inevitabilmente gli fa venire in mente quando a Segromigno arrivavano ciclisti da tante nazioni: "Sono soddisfatto ed avrò sempre buoni ricordi nell' aver sviluppato il ciclismo in diverse nazioni. Fra tutte la Danimarca, quella che maggiormente ho rappresentato con le mie squadre e mi fa piacere notare che oggi ha raggiunto i vertici mondiali grazie ad una generazione di atleti di altissimo livello protagonisti nelle principali corse del calendario internazionale. Ma la prima mandata dei danesi venuti a correre in Italia fu dovuta a me ed alla mia amicizia con l' ex recordman dell' ora Ole Ritter."
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