Donatella Buonriposi, una vita al servizio dell’istruzione

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, nel rinnovare la propria partecipazione per la scomparsa di Donatella Buonriposi, sottopone all’attenzione delle istituzioni scolastiche e delle amministrazioni territorialmente competenti la proposta di valutare, nel rispetto dell’autonomia delle scuole e delle procedure previste, l’intitolazione alla sua memoria di un ambiente scolastico destinato alla vita educativa e formativa.

L’iniziativa intende riconoscere il valore pubblico di un percorso professionale sviluppatosi per oltre quarant’anni nel mondo dell’istruzione, dalla docenza alla dirigenza fino alla guida dell’Ufficio scolastico territoriale di Lucca e Massa Carrara, affidandone la memoria ai luoghi nei quali ogni giorno si formano le nuove generazioni.

Il CNDDU ritiene che la memoria istituzionale acquisti particolare significato quando riesce a entrare nella vita ordinaria delle comunità. In ambito scolastico, dedicare un ambiente a una persona che ha posto una parte così rilevante della propria esperienza professionale al servizio dell’istruzione può rappresentare qualcosa di più di un riconoscimento commemorativo: può stabilire una continuità tra l’esperienza maturata nel servizio pubblico e le generazioni chiamate a raccoglierne l’eredità civile ed educativa.

La proposta non individua una specifica tipologia di spazio, poiché una scelta di tale natura dovrebbe maturare all’interno delle realtà interessate, in relazione alla loro storia, alle esigenze formative e al legame con il territorio. Sarebbe tuttavia significativo che l’eventuale intitolazione riguardasse un ambiente effettivamente vissuto dagli studenti e inserito nelle attività della comunità scolastica, affinché il nome di Donatella Buonriposi possa essere associato non soltanto al ricordo, ma alla continuità dell’esperienza educativa.

Anche il percorso che conduce all’intitolazione potrebbe assumere una funzione formativa. Il coinvolgimento degli studenti consentirebbe di approfondire il significato del servizio pubblico, del diritto all’istruzione e delle responsabilità esercitate all’interno delle istituzioni. La memoria diventerebbe così occasione di conoscenza e partecipazione, anziché rimanere affidata esclusivamente alla dimensione celebrativa.

La lunga esperienza di Donatella Buonriposi appartiene, infatti, anche alla memoria professionale della scuola. Le istituzioni non sono costituite soltanto da norme, strutture e funzioni, ma anche dalle competenze e dalle responsabilità delle persone che, nel corso degli anni, ne accompagnano l’evoluzione e ne interpretano le esigenze. Conservare questa dimensione significa riconoscere una parte importante della storia dell’istruzione nei territori.

Per tali ragioni, il Coordinamento auspica che la proposta possa essere presa in considerazione in particolare nelle comunità scolastiche di Lucca e Massa Carrara e che l’eventuale iniziativa possa nascere dal confronto tra scuole, istituzioni e realtà territoriali.

In una fase nella quale il sistema educativo è chiamato a confrontarsi con profonde trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche, custodire la memoria di chi ha dedicato la propria vita professionale alla scuola non significa rivolgere lo sguardo al passato. Significa riconoscere che anche l’innovazione ha bisogno di consapevolezza istituzionale, continuità e capacità di trasmettere esperienze.

Dedicare un ambiente scolastico a Donatella Buonriposi costituirebbe, pertanto, un gesto sobrio ma significativo: affidare il ricordo di una donna di scuola alla scuola stessa, facendo sì che il suo nome continui a essere presente in un luogo nel quale si studia, si insegna, si costruiscono relazioni e si aprono possibilità per il futuro.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani affida questa proposta alla sensibilità delle istituzioni competenti e delle comunità scolastiche, nella convinzione che il riconoscimento di una vita dedicata all’istruzione possa trovare la propria espressione più coerente proprio nei luoghi nei quali il diritto all’educazione continua quotidianamente a prendere forma.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

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