Museo del Risorgimento, Giannini (FdI): “Un obbligo salvarlo, basta un piccolo contributo da tutti i Comuni per salvarlo”.
Lucca
- «Condivido l’allarme lanciato in questi giorni sul futuro del Museo
del Risorgimento di Lucca e credo sia arrivato il momento di passare
dalle preoccupazioni alle proposte concrete. Per questo avanzo una
soluzione semplice, sostenibile e soprattutto condivisa: tutti i Comuni
della provincia di Lucca mettano a disposizione una piccola quota,
bastano 50 centesimi per ogni abitante».
È la
proposta di Michele Giannini, Coordinatore provinciale di Fratelli
d’Italia Lucca, che interviene sulla vicenda del Museo del Risorgimento,
oggi chiuso e al centro di un appello per il suo rilancio. Il Museo
conserva documenti, cimeli e testimonianze che raccontano la
partecipazione del territorio lucchese alla vicenda risorgimentale e
alla costruzione dell’Unità d’Italia.
«Parliamo di
una cifra simbolica per ciascun Comune, 0,50 centesimi per ciascun
cittadino residente – sottolinea Giannini – ma che, messa insieme,
rappresenta una base concreta per garantire la sopravvivenza e il
rilancio del Museo, integrando le risorse che potranno arrivare dalla
Regione e dalle Fondazioni del territorio. Sarebbe un bellissimo esempio
di collaborazione istituzionale e di responsabilità condivisa».
«Il
Risorgimento – prosegue – non è soltanto una pagina dei libri di
storia: è il periodo nel quale prende forma il processo che porta
all’Unità d’Italia e alla nascita dello Stato nazionale. Conservare la
memoria di quegli uomini, di quelle donne e di quelle idee significa
quindi custodire una parte fondamentale della nostra identità nazionale e
della storia del nostro territorio».
«Credo che
nessun Comune debba sentirsi estraneo a questa battaglia. Cinquanta
centesimi ad abitante sono un piccolo contributo, che però
farebbe
la differenza. Se Regione, Fondazioni, Provincia e Comuni riusciranno a
fare squadra, possiamo salvare il Museo e trasformare questa emergenza
in un’occasione per rilanciarlo, renderlo maggiormente conosciuto e
soprattutto restituirlo alle scuole, ai cittadini e ai visitatori».
«La
storia non appartiene a una singola amministrazione, ma a una comunità
intera. E proprio per questo – conclude Giannini – dobbiamo essere tutti
disposti a fare la nostra parte. Propongo dunque che i Comuni della
provincia si confrontino rapidamente su questa possibilità: un piccolo
ma concreto contributo con cui decidiamo di salvare e valorizzare la
nostra storia».
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