LA NOSTRA LOTTA CONTINUA NON FINISCE QUI

LA NOSTRA LOTTA CONTINUA NON FINISCE QUI

Il giorno dopo il voto, Giani canta vittoria perché è passato in Giunta Regionale l’autorizzazione per l’l’Ossicombustore di Peccioli, con il solo voto contrario dell’Assessore AVS Alberto Lenzi che ringraziamo per il suo coraggio. Intanto, vogliamo precisare che questo voto non aggiunge niente di nuovo, ratifica semplicemente un’autorizzazione già presa in Conferenza dei servizi. Questo voto però evidenzia in modo eclatante, una contraddizione grande come una montagna per una Regione che parla di economia circolare e poi sostiene la realizzazione di impianti figli della vecchia cultura dello smaltimento in totale contrapposizione alla cultura politica della chiusura del ciclo, della selezione, recupero, riciclaggio e dell’economia circolare. Ci troviamo di fronte due fatti reali, clamorosi, intollerabili, per la loro dimensione e la loro gravità: il primo, è la volontà politica di realizzare un impianto di Ossicombustione, una tecnologia conosciuta e utilizzata a livello industriale ma, in nessuna parte del mondo esiste un impianto di trattamento dei rifiuti che utilizza questa tecnologia; il secondo è il cosiddetto revamping dell’inceneritore di Montale, che brucia rifiuti dal 1978 che compirà 50 anni tondi di esercizio nel 2028. Doveva essere già chiuso, per un impegno politico preso in tal senso, invece, niente chiusura, e dietro il termine inglese del revamping, dentro il Piano d’Ambito dell’ATO Toscana Centro, c’è la volontà politica di costruire uno nuovo inceneritore da 100 mila ton/anno, cioè esattamente il doppio di quello attuale. 

Se questi due impianti verranno realizzati, il futuro della gestione dei rifiuti in Toscana, nei due ambiti territoriali, sarà irreversibilmente segnato da questa scelta per i prossimi 40/50 anni, e  soprattutto questo dimostra che la politica di gestione dei rifiuti in Toscana non cambia, si continua nella stessa direzione  di sempre, perché non si ha il coraggio né la volontà politica di cambiare direzione di marcia e procedere nella realizzazione di una impiantistica moderna per il trattamento, selezione, riciclaggio, recupero e valorizzazione della materie prime seconde presenti nei rifiuti.

La nostra opposizione non finisce qui, adesso la palla passa ai 100 sindaci dei Comuni di Retiambiente dell’ATO Toscana costa, che hanno in mano due armi potenti per bloccare e rendere irrealizzabile l’impianto. La prima è continuare, come già fatto nell’ultima assemblea, a rifiutarsi di acquisire le quote di partecipazione nella società Novatosc Srl, anche per non accollarsi il rischio d’impresa di un investimento ingente su di una tecnologia che non ha nessuna concreta applicazione nel campo dei rifiuti; secondo: i sindaci devono rifiutarsi di inserire nel Piano industriale le previsioni delle quantità di rifiuti da conferire nell’impianto una volta realizzato. Questi due elementi se non vengono approvati ed inseriti nel Piano industriale di Retiambiente rendono l’investimento un vero e proprio azzardo, un salto nel buio. Quindi, quella di ieri, per Giani e Macelloni è una vittoria di Pirro.  Infine consideriamo del tutto fuori luogo, le dichiarazioni entusiastiche del Presidente Giani su di un presunto abbassamento della TARI del 20% come conseguenza della decisione presa. Sulla base di quali dati fa una affermazione del genere? Non c’è un impianto in funzione che ci possa fornire i costi reali di gestione e manutenzione ordinaria per un impianto con livelli elevati di corrosione associati agli effluenti gassosi generati ad alte temperature (fino a 1500 gradi); non si conoscono, se non per via teorica, i costi di produzione dell’ossigeno puro necessario per il funzionamento dell’impianto; non si sa il costo reale di smaltimento per tonnellata di rifiuto conferito e  non si conoscono gli eventuali ricavi delle 26.000 ton/anno di perline vetrose che potrebbero avere un mercato nell’edilizia ma che allo stato attuale è solo una previsione, un desiderio senza alcun riscontro concreto, perché ad oggi, questo mercato non esiste e nessuno può dire se nascerà e si svilupperà e quali saranno i ricavi della vendita di questo sottoprodotto del processo di ossicombustione. Per tutto questo è nostro dovere continuare la lotta. Noi non ci fermiamo qui, la nostra opposizione continuerà.


10/09/2026


Eugenio Baronti

Responsabile Dipartimento Ambiente di Sinistra Italiana Toscana

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