MONTRÉAL, 22 settembre 2026 – Finalmente è oro.
L’Italia conquista il titolo mondiale nella staffetta mista a cronometro ai Campionati del Mondo di Montréal, regalando al ciclismo azzurro un successo storico in una disciplina ancora relativamente giovane, ma che in pochi anni ha già saputo offrire spettacolo, emozioni e grandi soddisfazioni.
A firmare l’impresa sono stati Filippo Ganna, Mattia Cattaneo e Matteo Sobrero, protagonisti della frazione maschile, ed Elisa Longo Borghini, Vittoria Guazzini e Monica Trinca Colonel, che hanno completato il lavoro nella seconda parte della prova. Un successo di squadra, costruito con talento, compattezza e grande determinazione.
Una vittoria che assume un significato particolare anche in casa Fanini – Amore e Vita, soprattutto per il patron Ivano Fanini, da sempre profondamente legato al C.T. della cronometro azzurra Marco Villa, atleta che proprio Fanini volle e valorizzò nella propria formazione professionistica.
Nel 1995, infatti, Villa conquistò a Bogotà il titolo mondiale su pista nell’Americana insieme a Silvio Martinello indossando i colori di Amore e Vita. Un legame sportivo e umano che, a distanza di oltre trent’anni, continua così ad arricchirsi di nuovi capitoli prestigiosi.
«Sono profondamente orgoglioso di Marco – commenta Ivano Fanini –. La prima volta che Marco ha toccato l’iride lo ha fatto da atleta con la mia squadra e questa è una gioia, oltre che un ricordo, che ci legherà per sempre. Vederlo oggi conquistare un altro Mondiale, questa volta da tecnico della Nazionale per le prove a cronometro, mi emoziona davvero».
L’oro di Montréal rappresenta il primo successo italiano nella storia della Mixed Relay mondiale, dopo i podi conquistati nelle precedenti edizioni. Ed arriva al termine di un avvio di rassegna iridata particolarmente positivo per i colori azzurri: prima l’argento di Filippo Ganna nella cronometro Elite, quindi quello di Nicolas Milesi nella prova Under 23 e adesso il gradino più alto del podio nella prova a squadre.
«Negli anni precedenti questa disciplina non ci aveva mai visto trionfare e finalmente è arrivato l’oro. In pochi giorni abbiamo conquistato due argenti e un titolo mondiale: significa che il lavoro è stato fatto bene. Marco è stato grandissimo, così come sono stati straordinari tutti gli atleti. A loro vanno le mie più sincere congratulazioni».
Una vittoria collettiva che premia l’intero movimento italiano e che, secondo Fanini, può rappresentare un ulteriore stimolo in vista delle prove in linea che completeranno il programma mondiale di Montréal.
«Ci sono ancora diverse gare nelle quali l’Italia può essere protagonista. Adesso arriveranno quelle che tutti aspettano maggiormente, ovvero le prove in linea. Elisa Longo Borghini ha tutte le qualità per conquistare anche la maglia iridata individuale e sarebbe il coronamento straordinario di una carriera eccezionale. Lo meriterebbe davvero»
Grande attesa anche per i giovani e, soprattutto, per la gara Elite maschile di domenica 27 settembre, nella quale Fanini seguirà con particolare interesse Lorenzo Mark Finn, uno dei talenti più luminosi della nuova generazione italiana.
«Mi aspetto belle prove dai nostri giovani, ma è noto che uno dei miei pupilli è Lorenzo Mark Finn e quindi non vedo l’ora che arrivi domenica. Comunque vada, per me la sua presenza a questo livello è già qualcosa di straordinario. Io l’ho indicato come uno dei nomi da tenere d’occhio per la vittoria e non cambio idea, anche se nelle ultime settimane potrebbe non essere stato al cento per cento».
Fanini non nasconde la propria enorme fiducia nel giovane azzurro: «Sono convinto che Finn possa stupire il mondo. Non stupirebbe me, sia chiaro, perché ho già ben presente quale possa essere il suo percorso nei prossimi anni. Chi non lo considera ancora tra i corridori capaci di lasciare il segno potrebbe ricredersi molto presto. E non mi riferisco certo agli appassionati italiani, che conoscono già il suo valore, ma soprattutto ai suoi avversari».
Nelle parole del patron di Amore e Vita c’è spazio anche per un altro grande ex corridore legato alla storia Fanini, Ivan Quaranta, inserito nella struttura tecnica della Nazionale italiana.
«Anche Ivan rappresenta per me motivo di grandissima soddisfazione. Marco Villa e Ivan Quaranta sono due miei ex atleti che hanno scritto pagine importanti della loro carriera da corridori e che oggi stanno mettendo esperienza e conoscenze al servizio della Nazionale. Vederli ancora protagonisti, mi rende davvero fiero».
Un legame curioso unisce inoltre Villa, Quaranta e il C.T. della Nazionale strada Elite Roberto Amadio: tutti sono stati protagonisti, negli anni, del Premio Fedeltà allo Sport ideato da Valter Nieri, così come anche il Presidente Dagnoni. «Cordiano, Marco e Ivan hanno ricevuto il Premio Fedeltà allo Sport di Valter Nieri e direi che ha portato loro fortuna. Anche Roberto Amadio ha ricevuto quella prestigiosa Sfinge d’Oro: chissà che non sia di buon auspicio anche per domenica», scherza Fanini. Poi torna serio: «Scaramanzia a parte, considero Roberto Amadio un grande manager e un tecnico di grandissima esperienza. Sono certo che saprà preparare nel migliore dei modi la nostra Nazionale per una gara difficilissima. Ho piena fiducia in lui e negli azzurri».
Infine, il pensiero di Ivano Fanini va al presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni: «Voglio concludere con un grande applauso al presidente Cordiano Dagnoni. I risultati che sta ottenendo il ciclismo italiano dimostrano la bontà del lavoro e delle scelte fatte. Alla fine, nello sport, sono i risultati e i titoli a parlare. E questo Mondiale, dopo appena pochi giorni, ci sta già regalando soddisfazioni importanti».
Per la famiglia Fanini – Amore e Vita, dunque, l’oro conquistato oggi a Montréal ha un sapore ancora più speciale: quello di una storia iniziata molti anni fa, quando Marco Villa vestiva la maglia del team di Ivano Fanini e conquistava il suo primo titolo mondiale, e che oggi continua dall’ammiraglia azzurra con un nuovo, prestigioso arcobaleno.