Lucca è la città che amo, ma oggi è diventata una città in vendita. Sfavillante e patinata, si offre senza riserve a orde di turisti "mordi e fuggi", mentre vacilla sotto i colpi di un turismo di massa che la rende sempre più omologata e simile a tante altre realtà. Non è più dei lucchesi, o forse sono stati gli stessi lucchesi ad averla messa all'asta.
Nel centro storico i prezzi dei prodotti sono ormai alle stelle, ma è varcando la soglia delle mura che emerge l'altra faccia della medaglia: per chi governa la città, tutto ciò che sta fuori è periferia e viene trattato come tale. Non c'è alcuna reale valorizzazione dei paesi del territorio lucchese, dove il trasporto pubblico resta scarso e inutilizzato, le scuole rischiano la chiusura e i servizi essenziali continuano a mancare di un vero decentramento. Può il centrosinistra proporre una nuova visione di città? Può farsi portavoce di una Lucca diversa? Ha il coraggio di presentare una proposta davvero forte e autonoma?
Io credo di sì, ma a una sola condizione: che accetti fino in fondo la sfida del cambiamento. Cambiare, cambiare, cambiare: questa deve essere l'unica bussola.
Non è il momento delle mezze misure, dei tatticismi o delle continue mediazioni al ribasso. Serve radicalità. Serve il coraggio di costruire e difendere un progetto alternativo, coraggioso e credibile. Senza se e senza ma.
Andrea Gioffredi