SAN MICHELE IN FORO: CAMPANILE RESTAURATO, MA CAMPANE ANCORA SENZA SUONO MANUALE
Lucca, 30 settembre 2026 – la giornata del 29 settembre scorso ha visto la restituzione alla cittadinanza lucchese del restaurato campanile di San Michele in Foro, un fatto di indubbia rilevanza. Alle 4 già presenti si aggiunge quindi una nuova torre visitabile da lucchesi e turisti. Non solo. Abbiamo appreso che si è provveduto alla riqualificazione del complesso campanario, con le strutture in legno riportate al loro antico splendore. Per la festa di San Michele è stato anche possibile tornare ad ascoltare il suono delle antiche campane medievali.
Nel
corso del nostro decimo anno di età come associazione abbiamo
contribuito a organizzare lo scorso 25 aprile un momento importante e
particolare. Parliamo del convegno sull’arte campanaria lucchese
dal nome “Il doppio ritrovato”, ispirato dal ritorno del suono
manuale delle campane della basilica di San Frediano come esito dei
lavori eseguiti nel 2021. Insieme ai relatori abbiamo scoperto che,
all’interno di interventi di riqualificazione su beni conservati
nei campanili, <
La nostra presenza radicata nel territorio lucchese - specialmente nel centro storico di Lucca - mira proprio a restituire il giusto valore a quell’uso specifico e irripetibile della campana. Un uso che non si può separare dall’azione dei campanari. Dal 5 dicembre 2024 quell’uso, parte integrante dell’arte campanaria italiana, è riconosciuto come patrimonio immateriale UNESCO.
Con non poca amarezza ci duole dire che, nel caso degli interventi di San Michele in Foro, non c’è stato alcun modo di collaborare per restituire alla città uno dei suoi patrimoni più importanti e particolari.
Come “Campanari Lucchesi” ci risulta quindi necessaria una domanda. Perché è ancora più necessario specificare che i rintocchi del campanile di San Michele sono azionati da un sistema automatico, composto da motori e cordini collegati alle campane. Di fronte a tutto ciò non possiamo che chiederci e chiedere: può dirsi davvero restituito al 100% un campanile le cui campane non sono state restituite al suono manuale?
Se da un lato gli interventi appena conclusi hanno restituito alla cella campanaria un assetto fedele alla sua storia, dall’altro purtroppo hanno precluso ancora una volta il suono delle campane per mano dei campanari - in continuità con gli ultimi decenni di automazione. Ricordiamo che fino al 2005 è stato attivo sulla torre un impianto elettrico invasivo che simulava il tradizionale “doppio” lucchese. Senza escludere più che probabili difficoltà tecniche incontrate durante le numerose fasi dei lavori, l’ultimo interrogativo che ci poniamo è il seguente: è stato fatto davvero tutto il possibile per ridare a queste antiche campane anche la loro voce più autentica?