Scuola, Giannini (FdI): «La Cgil contro l’Esercito?
Inaccettabile negare ai giovani la libertà di scegliere il proprio futuro».
Il
coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Lucca: «Servire lo Stato è
un onore. È scandaloso che, in nome di un’ideologia, si vogliano negare
ai ragazzi opportunità di formazione e realizzazione professionale».
«Leggo
con profonda indignazione la presa di posizione della Flc-Cgil
dell’Emilia-Romagna, che chiede di interrompere le iniziative di
orientamento dell’Esercito nelle scuole e invita gli istituti a
disobbedire. Trovo sconcertante che si arrivi a ostacolare
un’opportunità di conoscenza e formazione soltanto perché non
corrisponde alla propria visione ideologica. Da quando presentare ai
giovani una carriera al servizio dello Stato è diventato qualcosa da
combattere?».
Lo dichiara Michele Giannini, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Lucca.
«Servire
lo Stato è un onore, e lo dico da cittadino ma anche da sindaco.
Indossare un’uniforme significa assumersi responsabilità, mettere le
proprie capacità al servizio della collettività e acquisire
preparazione, disciplina e competenze professionali. L’Esercito offre
percorsi qualificati e concrete prospettive di carriera, che ragazze e
ragazzi hanno tutto il diritto di conoscere e valutare liberamente.Trovo
inaccettabile che, pur di difendere determinate posizioni ideologiche,
si finisca per limitare le possibilità di scelta dei giovani. La scuola
deve fornire strumenti per decidere consapevolmente, non chiudere le
porte a determinate professioni per pregiudizio. Conoscere le
opportunità dell’Esercito non significa essere preparati alla guerra, ma
poter valutare un percorso di vita e di lavoro. C’è poi un aspetto che
chi contesta queste iniziative sembra dimenticare: da questi percorsi
possono nascere donne e uomini che entreranno nelle Forze Armate e nelle
Forze dell’Ordine, professionisti che ogni giorno ci difendono e ci
proteggono, spesso rischiando la propria vita per salvaguardare quella
degli altri. Parliamo di persone che servono il Paese con dedizione,
competenza e senso del dovere. Impedire ai giovani di conoscere queste
opportunità significa privarli della possibilità di valutare una strada
importante di realizzazione personale e professionale.Mi lascia
incredulo – conclude Giannini – che un’organizzazione sindacale, che
dovrebbe tutelare i diritti e le opportunità delle persone, arrivi a
chiedere di ostacolare la presenza di un’istituzione dello Stato nelle
scuole. L’Esercito serve l’Italia e rappresenta lo Stato: i nostri
militari meritano rispetto, non pregiudizi ideologici. Non si difendono i
diritti negando quelli degli altri e non si educano i giovani alla
libertà impedendo loro di scegliere il proprio futuro».
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