La Serva Padrona di Pergolesi incontra il mondo del fumetto: a Lucca un’opera tra musica, inclusione e sostenibilità
Il 1°
novembre all’Auditorium del Suffragio una nuova interpretazione del celebre
intermezzo buffo, realizzata in collaborazione con Lucca Comics e con la
partecipazione dei ragazzi dell’Associazione Down Lucca. Scene e costumi
interamente realizzati con materiali di riciclo.
L’opera lirica incontra il linguaggio del fumetto, dando vita a un progetto artistico che unisce tradizione musicale, creatività, inclusione sociale e attenzione all’ambiente.
Domenica 1° novembre 2026, alle ore 16.30,
all’Auditorium del Suffragio di Lucca, va in scena La Serva Padrona di Giovanni
Battista Pergolesi, su libretto di Gennaro Antonio Federico, in un allestimento
che rilegge uno dei capolavori del teatro musicale settecentesco attraverso un
immaginario visivo ispirato al mondo dei comics.
Il progetto nasce dall’incontro tra il
patrimonio dell’opera italiana e l’identità culturale contemporanea della città
di Lucca, con l’obiettivo di avvicinare nuovi pubblici al teatro musicale
attraverso un linguaggio immediato, dinamico e accessibile. La dimensione
fumettistica diventa così una chiave espressiva per raccontare, con rinnovata
vivacità, gli equivoci, le schermaglie e i giochi di potere che animano la
celebre vicenda di Serpina e Uberto.
Al centro dell’iniziativa anche un importante
percorso di partecipazione e inclusione sociale, realizzato con l’Associazione
Down Lucca. Attraverso tre incontri laboratoriali, i ragazzi dell’associazione
sono stati coinvolti in attività ludiche e creative e in esperienze di
avvicinamento alla dimensione scenica. Un percorso che culminerà nella loro
partecipazione attiva alla rappresentazione: i ragazzi saranno infatti
protagonisti sul piano drammaturgico e collaboreranno alla realizzazione delle
scenografie (arricchendole con i prodotti del laboratorio del 17 ottobre),
trasformando il palcoscenico in uno spazio condiviso di espressione e
collaborazione.
Un ulteriore elemento distintivo
dell’allestimento è rappresentato dall’attenzione alla sostenibilità
ambientale. Le scene e i costumi, realizzati rispettivamente da Gianluca Spaggiari
e Lorenzo Giossi, sono infatti interamente costruiti con materiali di riciclo, dimostrando
come il riuso creativo possa diventare parte integrante della ricerca estetica
e della produzione teatrale.