L'allarme per i lupi che si avvicinano ai centri abitati e predano gatti e cani è diventato un tema caldissimo.
Basta
leggere le cronache di ciò che sta avvenendo in questi ultimi giorni
nel Compitese ma anche in ogni verde paese della Lucchesia.
Dove si registrano ormai condizioni di pubblica insicurezza sociale.
Nel
dibattito pubblico, la posizione dei cacciatori e del mondo venatorio è
netta: l'uccisione degli animali domestici nei giardini privati è la
prova definitiva che il numero dei lupi è ormai eccessivo e fuori
controllo, rendendo necessaria l'apertura agli abbattimenti selettivi.
Ecco
come si articolano le principali tesi sostenute dai cacciatori su
questo tema che parla della necessità di un loro contenimento (il "Piano
Lupo"). Le associazioni venatorie e le forze politichetradizionalmente
vicine ai cacciatori, viene detto utilizzano le aggressioni ai gatti e
ai cani acome un forte argomento di scelta politica. Sostengono infatti
che lo status di protezione assoluta del lupo sia obsoleto e appoggiano
il declassamento della specie a livello europeo per consentire una
"gestione venatoria" o abbattimenti controllati.
Nei
forum e sui social, molti cacciatori rispondono poi alle storiche
accuse degli animalisti facendo notare il paradosso: «Quando noi andiamo
a caccia siamo definiti "assassini", ma se dei lupi sbranano animali d'
alta affettività familiare quali gatti o cani, gli stessi animalisti
dicono che "è la natura"».
I cacciatori
sottolineano dunque come la narrazione del "lupo buono" e intoccabile
stia crollando di fronte ai disagi reali dei cittadini.
C'e
poi da rilevare la perdita della paura dell'uomo: secondo il mondo
venatorio, i lupi non temono più l'essere umano (lupi confidenti) perché
non vengono cacciati.
Il fatto che entrino nei
cortili di notte per predare i gatti, cani o negli ovili facendo strage
di pecore ed agnelli, dimostra che hanno associato le case e gli abitati
a fonti facili di cibo.
I cacciatori,
tradizionalmente di destra, non a caso molte volte si sono proposti come
i "veri conoscitori del territorio" boschivo e rurale accusando la
sinistra di un eccessivo protezionismo a senso unico.
Che non ammette repliche o discussioni.
Sostenendo
quindi come la proliferazione incontrollata dei lupi stia di fatto
togliendo sicurezza a chi vive, fa sport o va in mountain bike nei
boschi, in campagna o sulle nostre pedemontane colline.
Rendendo oltretutto impossibile lasciare liberi i propri animali da affezione intorno casa.
Massimo Raffanti
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