Con riferimento al premio conferito a Firenze all'architetto Pellegrini
per la pensilina tra piazza Aldo Moro e via Savonarola, popolarmente
ribattezzata Galleria coperta in similitudine alla Piazza Coperta, altra
sua opera all'interno del medesimo programma
dei Quartieri Social San Concordio, vorremmo ricordare che per
costruirla:
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sono stati abbattuti 42 alberi sani di alto fusto all'interno del parco
della Montagnola, in piazza Aldo Moro e nei giardini scolastici;
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è stato interrato un laghetto che fungeva da scolmatore delle acque piovane oltre a costituire un deposito di biodiversità;
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per costruire le fondazioni della Galleria coperta e delle tettoie
annesse sono stati consumati circa 10.000 mq di suolo in gran parte
prativo e boschivo nell'area dei Chiariti e sono state riversate sul
terreno migliaia di tonnellate di cemento e ferro;
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sono state smantellate le sedute per la didattica all'aperto che si trovavano all'interno del parco;
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è stata ridotta l'ampiezza dei giardini delle scuole materna ed elementare:
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ed è stato penalizzato il Lucca7, che si è visto anche ridurre le dimensioni del campo di allenamento;
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la galleria si allaga quando piove forte, nonostante i costosi rimedi tentati per evitarlo;
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nelle ore di punta si verificano ingorghi al suo sbocco su via Savonarola, che avrebbe dovuto essere una strada di scorrimento;
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sono state disattese le linee guida del Ministero dell'Ambiente sulla
progettazione del verde pubblico, in particolare per quanto concerne la
ritenzione e l'infiltrazione delle acque pluviali e il consumo di suolo;
L' Amministrazione Tambellini – artefice dell'intervento- non ha mai
ritenuto di dover rispondere alle due petizioni, una del 2019 e una del
2021, sottoscritte da 10.000 (diecimila) persone con firme certificate,
che chiedevano di modificare il progetto e salvare
dalla devastazione il parco della Montagnola e ha invece attivato
azioni legali risarcitorie richiedendo importi esorbitanti, per un
presunto danno di immagine, contro 4 cittadini di San Concordio, azioni
prontamente ritirate al cambio di Amministrazione dal
nuovo Sindaco Pardini; e altre azioni risarcitorie, vinte dai cittadini
in primo grado, sono ancora in corso.
Si consideri infine che, con la approvazione del Piano Operativo nel
2024, è risultato evidente che il progetto per le aree verdi di San
Concordio, appaltato nel 2019 e i cui lavori sono conclusi nel 2022,
richiedeva una conformità urbanistica che non c'era
e che era uno dei requisiti richiesti per ottenere il finanziamento
ministeriale di 4 milioni di euro.
Premesso questo, non riusciamo a fare le nostre congratulazioni
all'architetto, che ci è parso poco interessato alla fragilità del luogo
ove ha inserito la sua opera architettonica, cioè il parco della
Montagnola (che era stato progettato come un orto botanico,
con la collinetta, l'area palustre e il bosco planiziale, oggi
scomparsi), e l'area umida dei Chiariti. Forse chi ha conferito il
premio non conosceva il posto, cosa c'era prima, cosa è stato cancellato
e il modo con cui questa opera è stata portata avanti,
senza ascoltare i cittadini e le loro petizioni che chiedevano di
modificare il progetto, e ha valutato astrattamente il progetto.
Analoghe considerazioni dovremmo fare per il premio che sarà conferito
alla fine del mese per la Piazza Coperta in via Consani,
opera che vanta il primato di essere la più contestata e invisa nella
storia della città, affetta tra l'altro di vizi strutturali occulti che
non sono ancora stati resi noti. Esprimiamo il rammarico e la certezza
che entrambe le sue opere ritenute meritevoli
di premio, la Galleria e la Piazza Coperta, gli siano state
commissionate per i luoghi sbagliati: il parco della Montagnola-
Chiariti e l'area Gesam- porto fluviale della Formica avrebbero avuto
bisogno di ben altri interventi, e per il futuro, di segno opposto
e di ripristino dei luoghi, li attendono.
Comitato Per San Concordio
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