Mario perché nessuno vede ?
Ci sono tante situazioni d ...

Non esisteva neanche un minuto di noia.
D’estate si tornava a casa solo per mangiare e quando gli adulti ti chiamavano a gran voce dalle finestre. Le scale con il cuore in gola perché si era sempre in ritardo, le ginocchia sbucciate tenute nascoste perché era vietatissimo farsi male, il profumo buono del piatto fumante a tavola che mangiavi senza fare troppe storie pure quando non ti piaceva granché e poi ancora giochi e corse a perdifiato per le strade e nel vecchio cortile di casa. Con gli amici di sempre ma anche quelli dei palazzi accanto. Non era importante conoscersi, sapere il nome. Bastava stare insieme, non occorreva altro. Il resto si inventava.
“Se ti fai male ti do il resto” era il monito più frequente delle mamme ma c’erano pure un paio di classici indimenticabili e “vieni qui che non ti faccio niente” scandito a denti stretti e con piglio da generale tedesco.
Mi incanta di tenerezza questo ricordo.
Serenella C.
Guardi che'bbamboretti si divertin ancora. Il problema è che en poghi e 'un si possin imbrancà. Così restin soli e quand'arivin a ott'anni ni mettin in man 'l telefonin e doventin quel che doventino!
Anonimo - 25/01/2024 01:47
Che bei ricordi. Parole sante. "Se caschi ti ce le dò sopra" era il monito che accompagnava le mie avventure nel giardino di casa, coi bambini dei vicini... facevamo delle scorribande incredibili... dal visitare cantieri in costruzione col rischio di farci male sul serio, a giochi "dell'epoca" di tutti i tipi: acchiappino, nascondino, strega impalata, 1-2-3 stella, strega comanda color, il fazzoletto o ruba bandiera, i 4 cantoni.. e poi ancora si scorrazzava in bicicletta o sui pattini (quelli con 4 rotelle e la pianta di ferro che si allungava quando si allungavano i piedi) attaccati al portapacchi di quello che andava in bici... o si facevano gare su rudimentali carretti costruiti in garage, da cui io una volta sono caduta e mi sono fatta molto male e mia madre davvero mi ce le ha date sopra...e poi si costruivano capanne con rami secchi caduti dagli alberi, si giocava a saltare l'elastico, o con le biglie, e le partite a carte coi nonni, alla campanella disegnata col gessetto in cortile...per non parlare di Barbie e dei vari giochi in scatola in inverno...ma anche delle lotte e delle botte coi maschi che spesso ci davano noia ma di cui non ci si poteva lamentare perchè altrimenti venivo spedita in casa senza senza e senza ma, tanto "comunque è anche colpa tua" come mi diceva mia madre se provavo a dirle che questo o quel bimbetto mi dava noia...
a scrivere mi rendo conto che sono davvero ricordi d'altri tempi...
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