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Giunge alla ventiduesima edizione, la giornata di studi sul periodo napoleonico, denominata “5 maggio”, avente come tema “Bonaparte Agostiniano”. La manifestazione, storicamente e da sempre organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” e dal Centro Studi “Gioacchino e Napoleone”, ha il merito di analizzare ed accendere i riflettori su vari aspetti del periodo storico in argomento. Il nuovo incontro, predisposto dalle due co-associazioni reggine, ha registrato la presenza della ricercatrice toscana Elena Pierotti. Il tema della nuova edizione, verrà affrontato dalla gradita ospite Elena Pierotti, su “Bonaparte Agostiniano”. Elena Pierotti, laureata in storia presso l’Università di Pisa, collabora con diverse riviste specializzate, ed è autrice di alcune pubblicazioni scientifiche. Napoleone non era un senza Dio. Aveva mire espansionistiche Universali, voleva incarnare l’Impero tout court, voleva mettere alla corda il Papato come Istituzione politica. Aveva comunque tradizione, anche familiare, dentro alcune frange cattoliche, che come lui non amavano esageratamente una visione troppo politicizzata del Papato. Napoleone Bonaparte non fu certamente un Santo. Ma era cresciuto in una famiglia Corsa che con il mondo cattolico aveva legami profondi. Questa storiografia non lo racconta. Il grande Napoleone Bonaparte ancora adolescente fece un lungo viaggio in quel di San Miniato, in provincia di Pisa. San Miniato per la verità è stata a lungo diocesi di Lucca pur appartenendo geograficamente a Pisa. Qui albergano ancora all’epoca gli ultimi eredi toscani della famiglia Bonaparte. Un ramo della famiglia paterna di Napoleone, ghibellina (San Miniato al Tedesco fu sempre vicina all’Imperatore nel Medioevo) dovette fuggire da San Miniato ( era già fuggita in precedenza da Firenze) e trovare riparo prima a Sarzana e poi in Corsica. Il giovane Napoleone Bonaparte aveva bisogno, per poter entrare a far parte della prestigiosa Scuola Militare di Brienne, di un attestato nobiliare; e quel che restava della sua famiglia toscana poteva procurarglielo. In particolare all’epoca dimorava in San Miniato uno zio di Napoleone, il canonico Filippo Buonaparte, e ancora oggi in una piazza della cittadina toscana possiamo ammirare la casa appartenuta a questo zio, dove una targa ricorda la visita del giovane Napoleone. Queste alcune delle cifre che saranno oggetto di analisi, nel corso della ventunesima edizione, della giornata di studi sul periodo napoleonico, denominata “5 maggio”, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” e dal Centro Studi “Gioacchino e Napoleone”. La conversazione, organizzata dalle due co-associazioni culturali reggine, sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da lunedì cinque maggio.
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