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  • 29/08/2025 20:48

Pipì nel lavandino: il tabù che strizza l’occhio alla sostenibilità

Urinare nel lavandino. Un argomento che molti non confessano, qualcuno difende con orgoglio, e che negli ultimi anni ha persino catturato l’attenzione di ambientalisti e curiosi della scienza. È solo una stranezza domestica o un gesto con più senso di quanto sembri? --- Lato ironico I sostenitori del “movimento lavandinista” hanno pronti diversi argomenti: Comodità: sei già davanti allo specchio, due mosse e hai risolto. Precisione: meno schizzi rispetto alla tazza. Efficienza: pipì + risciacquo = multitasking da manager. Gli oppositori, invece, non hanno dubbi: “Il lavandino è per l’acqua, non per la pipì!”. --- Lato scientifico L’urina è composta per il 95% da acqua. Il resto sono sali minerali, urea e scarti metabolici. Quando esce dal corpo è generalmente sterile, quindi non pericolosa. Il problema nasce dopo: se i residui restano nel lavandino, i batteri ambientali trovano terreno fertile e compaiono odori. In breve: non è “velenosa”, ma va sciacquato subito. --- Lato ecologico Un WC consuma dai 6 ai 12 litri d’acqua per ogni scarico. Alcune campagne ambientaliste hanno calcolato che urinare sotto la doccia o nel lavandino, con un rapido risciacquo, può far risparmiare migliaia di litri d’acqua all’anno. Una piccola rivoluzione green, almeno sulla carta. --- Lo sapevi che…

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