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  • 30/08/2025 19:18

E' la sinistra che non riesce a decollare

È da anni che ci sentiamo dire: “la sinistra deve rinascere, deve tornare a essere alternativa”. Eppure questo passaggio non arriva mai. È come se mancasse sempre un pezzo: un’identità chiara, un linguaggio diretto, una capacità di parlare alla gente normale. Dopo la fine del PCI è stato un continuo rincorrere etichette, cambiare nomi, smussare spigoli per piacere a tutti e finire per non convincere nessuno. E intanto le vecchie basi sociali – operai, fabbriche, sindacati – si sono dissolte, mentre i nuovi precari, i giovani, chi lavora a partita IVA, non si sono mai sentiti davvero rappresentati. E poi c’è il problema di sempre: le divisioni interne, i leader che si logorano tra correnti e compromessi, e una comunicazione che non buca, non scalda i cuori. La destra in due frasi sa parlare alla pancia, la sinistra spesso rimane intrappolata in discorsi freddi, tecnici, burocratici .. Quando è arrivata Elly Schlein, molti hanno pensato: “ecco il cambiamento!”. Giovane, donna, progressista, un volto diverso dalle solite facce. La sua immagine ha acceso entusiasmo, soprattutto tra i giovani e chi crede nei diritti civili e nell’ambiente. Però la realtà è più complicata. Schlein guida un partito, il PD, che ha dentro di tutto: ex democristiani, riformisti centristi, vecchie correnti. E infatti ogni giorno deve mediare, frenare, annacquare. Così la sua forza dirompente si smorza. C’è chi la vede autentica, determinata, coerente. E c’è chi, al contrario, la percepisce come troppo radicale, troppo distante dai problemi concreti della vita di tutti i giorni. Il risultato? Una leadership a metà: popolare sui social, amata in certi ambienti urbani, ma debole nel contatto con le periferie, con le persone che chiedono risposte su lavoro e sicurezza. Alla fine la sensazione è questa: la sinistra italiana rimane ferma a un bivio. Vuole essere nuova ma resta impigliata nel vecchio, ha leader che accendono entusiasmi ma che non riescono a trasformarli in un progetto credibile di governo. Forse è proprio qui il nodo: servirebbe una voce che parli chiaro, che sappia tenere insieme valori e concretezza, idee forti e soluzioni pratiche. Finché non ci sarà questa sintesi, la sinistra continuerà a sembrare un’alternativa incompiuta, sempre un passo indietro rispetto a quello che potrebbe davvero essere.

I commenti

Elly Schlein è un record del mondo vivente. L'unica segreteria eletta dai non iscritti. E questo già spiega tutto del PD ed è uno specchio del sistema politico farsa costruito in 30 anni. Non esistono Destra e Sinistra. Esiste una e una sola politica: sopravvivenza del finto Sistema bipolare per cui si è disposti a sacrificare di tutto (elettori, militanti, Province, sistema sanitario ecc..), smantellamento del lavoro, dello Stato, del welfare con conseguenti privatizzazioni e precarizzazione di tutto dalla Sanità, ai servizi, al lavoro. Al punto che l'idea del Sistema per creare lavoro è darsi al riarmo. E' almeno da fine '800 che in Europa si fa così e abbiamo già dato due guerre mondiali. Nel Sistema fintobipolare di solito imposta la "sinistra" e la "destra" si accoda. Lavoro: Pacchetto Treu di Prodi, leggi Maroni-Biagi, Job's Act di Renzi. Immigrazione: Turco-Napolitano, Bossi-Fini (mai toccata dalla "sinistra"), Patti con la Libia, Decreti Salvini. Conflitto d'interesse: mai toccato ovviamente (vedi Berlusconi, Marcucci, Angelucci, Lotito ecc..) Riforma dello Stato: riforma del Titolo V della Costituzione del centro-sinistra con introduzione dell'autonomia differenziata chiesta anche da Emilia e Toscana ora applicata dal centro-destra. Tentativi di sfascio della Costituzione di Berlusconi e poi Renzi (la "sinistra" si è talmente immedesimata nella controparte e nell'unica politica da sfornare il remake peggiorato di Silvio). Va da sè che entrambi sostengono il riarmo quindi la militarizzazione della Toscana ecc.. ecc... Sostanzialmente da più di 30 anni la stessa politica mascherata sempre peggio da "bipolarismo" per le allodole. Parafrasando il mitico Marinoni, ex presidente della mitica Commissione Paesaggio del Comune di Milano a "sinistra" basta una "spolverata di sociale", a "destra" una "spolverata di sicurezza" ed il gioco da 30 anni e più è fatto.

Il finto bipolarismo - 31/08/2025 10:49

Una sinistra liberale e riformista la voterei volentieri, ma una sinistra che corre dietro a Conte e a AVS non la voto di sicuro. Voterò Calenda sperando vada da solo. Mi dispiace, ma se per vincere si devono fare le ammucchiate preferisco non vincere. Non è una partita di calcio.

anonimo - 31/08/2025 03:59

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