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Un’aggressione inaccettabile contro il Venezuela
Chi scrive è parte di un nuovo movimento marxista lucchese, ancora in costruzione, nato dal bisogno di rimettere al centro il conflitto sociale, la pace e l’autodeterminazione dei popoli. Abbiamo scelto di chiamarci Collettivo Rosso Serchio, perché veniamo da questa terra e non abbiamo intenzione di parlare da salotti lontani dalla realtà.
Quello che sta succedendo in Venezuela è un fatto gravissimo che non può essere liquidato con due righe distratte. L’intervento degli Stati Uniti, arrivato fino al sequestro del presidente Maduro, è un atto di forza che calpesta il diritto internazionale, la sovranità di uno Stato e ogni principio minimo di convivenza tra i popoli. Non è “sicurezza”, non è “difesa della democrazia”: è la vecchia legge del più forte, imposta con arroganza e con le armi.
Un’azione del genere è illegittima, pericolosa e intollerabile. Alimenta tensioni globali e manda un messaggio chiaro: chi comanda decide, gli altri devono piegarsi. Donald Trump, per il ruolo e le responsabilità che ha avuto in questa operazione, va considerato un criminale di guerra e chiamato a rispondere davanti agli organismi internazionali. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti mostrano ancora una volta di usare violenza e intimidazione come strumenti politici, comportandosi di fatto come uno Stato che pratica il terrorismo su scala internazionale.
Di fronte a tutto questo, il governo italiano non può far finta di nulla. Giorgia Meloni deve condannare senza esitazioni questa aggressione e prendere una posizione chiara, anche se significa criticare un alleato potente. Tacere o balbettare equivale a essere complici.
Da Lucca, da un movimento che nasce adesso e che non ha padrini né poltrone da difendere, esprimiamo solidarietà al popolo venezuelano e a tutti quei Paesi che cercano di difendere la propria indipendenza. Pace, sovranità e autodeterminazione non sono parole da comizio: sono diritti concreti. E quando vengono calpestati, stare zitti non è un’opzione.
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