L’addio al “Dottor Nanni”
L’addio al “Dottor ...

Partiamo da un messaggio pervenutoci in questi giorni. Emblematico riassunto di quel che vivono soprattutto gli anziani quando si parla di … denti e di cure odontoiatriche.
“Vado al San Luca, al pronto soccorso, verso le otto di mattina, mi mandano al Campo di Marte e si fanno le 10. Il dottore finalmente mi visita intorno a mezzogiorno. Dice che bisogna fare un piano terapeutico, per cui dovrò andare al CUP a prenotare una visita. Il mal di denti continua .E prenotare una visita significa aspettare circa un anno. Intanto il dottore suggerisce di prendere antibiotici e antidolorifici. Significa che li dovrò prendere per mesi, se non si libera un posto. Intanto il mal di denti mi fa impazzire. È da metà novembre che faccio avanti e indietro dal San Luca al Campo di Marte. Dovrei togliermi cinque denti inferiori rimasti perché mi fanno male. Ho diritto, a causa del mio stato di salute e del mio ISEE, a ricevere cure e protesi gratuite, ma mi danno solo spiegazioni burocratiche. Intanto il mal di denti continua a martellarmi »
Questa è la situazione. L’accesso alle cure odontoiatriche, come dimostra il caso in apertura, è una pesante criticità del sistema. Tanto che, nonostante la salute orale sia parte integrante del benessere generale, come previsto dalla Costituzione, l’80#% delle prestazioni finisce per essere erogato da strutture private. Con costi che ricadono pesantemente sui bilanci familiari. In tempi che già sono difficili per tutti.
Le prestazioni garantite dal sistema sanitario nazionale sono limitate e riservate a situazioni di particolare vulnerabilità. E l’accesso effettivo è condizionato da una rete ambulatoriale insufficiente, con lunghe liste d’attesa e carenze di personale odontoiatrico Le fasce più fragili sono spesso le meno in grado di accedere nei tempi e modi necessari, soprattutto a causa di una burocrazia che rende gravoso l’accesso.
Da non trascurare il fatto che l’assenza o il ritardo di cure odontoiatriche adeguate ha ricadute non solo sulle patologie orali, ma sull’intero quadro sistemico della salute. La mancata prevenzione si traduce non solo in un peggioramento della qualità della vita, ma aumenta anche il rischio di altre patologie, come problemi cardiovascolari, polmonari, digestivi, ecc. Le conseguenze della mancata assistenza odontoiatrica, quindi, determinano costi sociali e indiretti elevati, accessi impropri al pronto soccorso e ospedalizzazioni evitabili.
Il nostro vuole essere un invito a riflettere sulla possibilità di istituire un pronto soccorso odontoiatrico a livello locale e di estendere il livello di assistenza, includendo controlli periodici e igiene orale. Lo sviluppo di ambulatori territoriali integrati con le case di comunità è fondamentale per gestire le urgenze, come dolori forti, infezioni o traumi, senza essere impantanati in modalità burocratiche e attese spropositate. Questo garantirebbe un accesso al diritto alla cura odontoiatrica di emergenza a tutti coloro che ne hanno bisogno.
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