Meraki Market a palazzo Sani: inaugurazione e Artisti all'opera.
Sabato 16 e domenica 17 ma ...

Lucca rialza il sipario sulla sua anima più autentica: il Caffè Di Simo torna a vivere
Certe riaperture non fanno rumore, ma lasciano il segno. A Lucca, in questo 18 aprile che sa già di primavera piena, si respira ancora l’eco di ciò che è accaduto ieri: il ritorno alla vita dell’Antico Caffè Di Simo in via Fillungo. Non un’inaugurazione qualsiasi, ma il recupero concreto di uno spazio che per decenni ha rappresentato un punto d’incontro per idee, arte e identità cittadina.
Dietro questa riapertura c’è una regia chiara. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Mario Pardini, ha scelto di non lasciare questo luogo nel limbo dei ricordi, ma di riportarlo al centro della vita culturale lucchese. Non è solo una questione di muri restaurati o serrande rialzate: è una visione che punta a restituire alla città i suoi simboli, rendendoli nuovamente vissuti e accessibili.
Chi ieri ha varcato quella soglia ha trovato molto più di un locale riaperto. Le note jazz del Circolo Jazz Lucca hanno riempito l’aria, con il pianoforte raffinato di Ugo Bongianni e la voce calda di Sara Maghelli. Un’atmosfera quasi sospesa, come se il tempo avesse deciso di fare un passo indietro per lasciare spazio alla memoria, ma con uno sguardo ben piantato nel presente.
Determinante il lavoro dell’assessore alla cultura Mia Pisano, presente all’apertura nonostante un momento personale delicato e intenso come quello della maternità appena vissuta. È uno di quei dettagli che raccontano più di tante dichiarazioni: quando c’è convinzione, i risultati arrivano. E qui si vedono.
Da oggi il Caffè Di Simo entra nel vivo della sua nuova stagione. Nel pomeriggio sono in programma le prime esecuzioni di musica lirica e classica con il Laboratorio Brunier, aprendo un calendario che accompagnerà cittadini e visitatori fino al 13 giugno. Non eventi sporadici, ma un percorso continuo fatto di concerti, incontri, presentazioni, quel tipo di proposta culturale che crea abitudine e appartenenza.
Gli orari parlano chiaro: apertura alle 15 per permettere a chiunque di entrare e scoprire il luogo, eventi dalle 17 alle 19, con due momenti musicali separati da una pausa. Un ritmo umano, senza fretta. E soprattutto con ingresso gratuito fino a esaurimento posti, scelta che ribadisce una linea precisa: la cultura deve essere per tutti, non per pochi.
E poi c’è quel dettaglio che oggi, passeggiando per le vie di Lucca, si percepisce senza bisogno di proclami: un consenso diffuso, spontaneo. Mario Pardini viene raccontato, citato, riconosciuto non solo dai lucchesi, ma anche da chi arriva da fuori e nota una città che funziona, che investe, che si muove. Non è solo entusiasmo del momento: è la sensazione concreta che Lucca abbia ritrovato una guida capace di unire visione e risultati. E quando una città si riconosce nel proprio sindaco, non è propaganda — è identità che prende forma.
Lucca News 2026 by Telemaco
"E quando una città si riconosce nel proprio sindaco, non è propaganda — è identità che prende forma" è la chiusura perfetta per l'ennesimo articolo di pura propaganda che nella sua compiacente e autocompiaciuta cifra, ormai nota ai lettori del blog, ha del delirante persino più del consueto.
Riesco (con un certo disgusto) a immaginare Pardini tutto ricoperto della gocciolante bava dell'autore!
Certo si può dire meglio così che chiuso, ma il recupero di un bene storico deve avvenire riprendendo il suo uso a bar, a me con la vetrina e i balconi spogli mette solo tristezza, va risolta in modo serio, lo compri il comune o trovi un modo per convincere i proprietari, i soldi per bischerate varie non mancano.
Anonimo - 19/04/2026 10:17
L'intelligenza artificiale riesce a produrre un'immagine di Lucca più orrenda di quella reale. Il disegnino è inquietante e speriamo non anticipi il futuro. Si vede infatti un Caffè Di Simo con la scritta "antico" sulla facciata, scritta che per fortuna, nella realtà, non esiste. Si vede un palazzo con l'intonaco scalcinellato, mentre per fortuna la facciata dove si trova il Di Simo è intonacata. Si vedono i mastodontici lampioncioni finto XIX secolo, che grazie a Dio nel Fillungo non ci sono. Non potevano mancare il tocco nazionalista di una folla che va ad ascoltare il Jazz armata di italico bandierone e la licenza poetica di una Torre Guinigi "arizzata" nel posto sbagliato. Una dozzinale Lucca di cartapesta che involontariamente esprime ironia per il livello delle iniziative "culturali" di una amministrazione che opprime la Piazza del Giglio con le scodellone dotate di piante che formano la scritta Puccini, esempio di arredo indegno di un paesone di provincia. La stessa amministrazione che ha lasciato che un personaggio in preda al delirio stuprasse il nome di uno dei più antichi teatri lirici d'Italia. Di cartapesta è la tristissima "riapertura" (???????) di un caffè letterario che non vive più da solo e come i morti elettrostimolati da Giovanni Aldini, farà un piccolo brevissimo balzo, per poi ricadere nel nulla. Forse sarebbe il caso di occuparsi seriamente del grave degrado delle parti in legno della vetrina del Caffè Di Simo, invece di fare altre pagliacciate. Ma la pagliacciata è l'essenza culturale di questa amministrazione.
Anonimo - 19/04/2026 01:27
...pare che Trump stia per prendere una posizione chiara su Mario Pardini (Morio Pordini). A Washington infatti non si parla d'altro che dei miracoli che Supermario sta operando e alcuni dell'entourage MAGA pensano al bel pottino di Lucca per sostituire la traditrice Giorgia. D'altro canto pare che Trump si sia commosso quando gli hanno detto che a Lucca ci sono perfino molti putiniani.
Anonimo - 19/04/2026 01:06
È proprio vero: l'intelligenza artificiale generativa ammazzerà l'informazione. Roba così non è leggibile, e neanche un demente perderebbe cinque minuti a leggere il brodetto preparato dall'intelligenza artificiale, immediatamente riconoscibile. Ma poi, dico: neanche la fatica di prendere una fotografia vera? Pure i pupazzetti disegnati dalla AI? Che pena…
Anonimo - 18/04/2026 21:30
Dopo la turandot al teatro del giglio chiude di nuovo. tutta fuffa.
Anonimo - 18/04/2026 19:58Sabato 16 e domenica 17 ma ...
Sarà che li trovo solo io ...
Lucca conquista la tv nazi ...
⚠️ allerta meteo giall ...
Animando, concerto di m ...
XVI EDIZIONE NAZIONALE AD ...
La notizia che un escursio ...
Il Coordinamento Nazionale ...
Terzo appuntamento con Pil ...
Serie tv internazionale a ...
Taddeucci celebra 145 ann ...
Disagi all’ITE Carrara, ...
Dal 16 maggio arriva l'obb ...
Sabato 16 maggio, alle ore ...
Forse l’Assessore Granuc ...
Taddeucci festeggia 145 an ...
In città sono partite le ...
Il cordoglio del CAI Lucca ...
TITOLAZIONE DEL PONTE DI M ...
Ma chi hanno intervistato ...
Chi dovrebbe fare le multe ...