Padiglione russo, mentre si butta fuoco sui beni artistici e culturali
Leggiamo dall'agenzia ANSA (https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/arte/2026/03/02/unesco-la-guerra-ha-danneggiato-522-siti-culturali-in-ucraina_a54b81f1-170a-4945-b7c0-c93ec01c857a.html) la seguente notizia, risalente al marzo scorso (si riportano stralci, chi vuol leggere tutto vada al link):
Stime ufficiali in possesso dell'Unesco indicano in circa 4,5 miliardi di dollari il valore dei danni inflitti ai beni culturali dell'Ucraina nei quattro anni di guerra.
Al 25 febbraio risultano 522 i siti culturali danneggiati tra edifici storici, monumenti, biblioteche, teatri, edifici religiosi, musei.........
...........ha detto Chiara Dezzi Bardeschi riportando "qualche cifra: 15.000 i civili morti, più di 6 milioni di rifugiati, 4,8 milioni sono gli sfollati interni nel paese" e in tutto questo, ha aggiunto, "il patrimonio culturale non è risparmiato. Le stime al dicembre 2025 appena uscite: attualmente i danni al patrimonio culturale e alle infrastrutture culturali ammontano a 4,5 miliardi di dollari americani"...........
Il geniale Buttafuoco, diventato idolo perfino di una certa sinistra, ha, in nome della libertà, autorizzato il governo russo (e non gli artisti russi) a riaprire il suo bel padiglione alla Biennale di Venezia. Il padiglione di un governo che distrugge la cultura europea aperto in nome della libertà. Quale libertà? Lasciamo ai lettori la riflessione, mentre il governo imperialista di Putin si accinge a distruggere il centro di Kijv e con esso una serie di beni artistici di inestimabile valore.