IL CORPO E L’IGNOTO, due sguardi sull’umano, tra medicina e rituale
Venerdì 5 giugno 2026, a ...

Venerdì 5 giugno 2026, alle ore 19:00, presso OCRA Montalcino/Spazio per eventi, via Boldrini, 4, Montalcino (SI), vernissage di IL CORPO E L’IGNOTO, due sguardi sull’umano, tra medicina e rituale. Mostra fotografica di Marcella Marone Pittaluga ed Enzo Cei. Due visioni tra corpo, cura, spiritualità.
Marcella
Marone Pittaluga nasce a New York nel 1964. Cresce a Torino,
città che lascia nel 1988 per vivere tra Spagna, Francia, Svizzera,
Stati Uniti e infine Cile, dove trascorre undici anni lavorando.
Oggi
vive tra la Toscana e il Cile. La sua passione per la fotografia
nasce alla fine degli anni Ottanta, quando il padre le regala una
vecchia Nikon e un ingranditore Meopta. Nel 1992 lavora a Nizza
con
il fotografo Martinetti, sviluppando le sue prime fotografie
in bianco e nero in camera oscura e
lavorando anche sul colore.
Nel 1995 frequenta a New York l’ICP – International Center
of
Photography, dove approfondisce il lavoro in bianco e nero, la
street photography e le tecniche di
camera oscura. Durante gli
anni trascorsi in Cile (1996–2005), con la fotografa Patty
Novoa
(Universidad Católica de Chile), approfondisce le tecniche
di sviluppo del colore e del bianco e nero,
realizzando ritratti
su commissione a Santiago e collaborando con la progettista d’interni
Jacqueline
Domeyko nella creazione di ritratti artistici.
Con
il ritorno in Italia inizia il passaggio dalla fotografia analogica
al digitale, lavorando con grande
attenzione allo sviluppo e alla
stampa delle immagini, non più in camera oscura.
Attraverso
reportage e ritratti realizzati durante viaggi spesso
affrontati in solitaria, ricerca un racconto intenso
delle persone
incontrate. Il centro della sua ricerca fotografica è il rapporto
umano: la fotografia
come relazione, ascolto e immersione
nell’identità dell’altro. Nei suoi lavori emergono temi
legati
alla resilienza, alla speranza e alla straordinaria
capacità dell’essere umano di continuare a creare e sorridere al
di là del buio delle avversità.
Enzo Cei
nasce a Ghezzano (Pisa) in una famiglia di contadini, autodidatta
negli anni Settanta, ha iniziato occuparsi di fotografia narrativa
scegliendo eventi ordinari che diventano racconti profondamente
radicati nel territorio di appartenenza. Per restare fedele ai fatti
ha organizzato la propria attività senza adeguarsi alle leggi del
mercato, sviluppando i suoi progetti per decenni, quando necessario.
Nel lavoro, nelle tradizioni, nella sanità, nella vita sociale e
nelle arti
trova idee e risorse per pubblicare i suoi libri, che
cura personalmente affinché rispondano
pienamente al loro
obiettivo finale: informare attraverso i documenti. Il suo lavoro
unisce relazioni
umane e conoscenza dei fatti in una luce naturale
totale; successivamente, procedure ripetute e
ostinate di camera
oscura trasmettono l’importanza delle idee contenute nelle sue
fotografie. Così, Cei racconta il mondo dei trapianti. Cura e
percorsi di persone che hanno affrontato tale esperienza e dei loro
famigliari. Le sue fotografie sono il risultato di tre anni d’impegno
con medici e infermieri, ovunque ci sia un donatore, nelle
rianimazioni, nelle sale operatorie e nelle terapie intensive, fin
nelle stesse case dei pazienti a respirare attese e nodi emotivi
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