I NEGAZIONISTI NOSTRANI
I NEGAZIONISTI NOSTRANICi ...

I NEGAZIONISTI NOSTRANI
Ci mancava solo lui: Vittorio Fantozzi, Consigliere regionale di FdI, il negazionista climatico nostrano, a denominazione d’origine lucchese, ci ammonisce e con piglio determinato e sicuro ci dice: ondate di freddo e di caldo ci sono sempre state e riporta come prova inconfutabile i titoli del Corriere della sera del 1967; grandine a Milano e 42 gradi a Roma. Poi se la prende in particolare con AVS che avrebbe a suo dire, trasformato l’ondata di caldo in uno strumento politico di propaganda. Con il solito trito e ritrito luogo comune: il caldo eccezionale è sempre esistito, Fantozzi liquida 140 anni di accurati studi, ricerche scientifiche e osservazioni meteorologiche a livello internazionale. D'altronde uno dei suoi riferimenti ideali e culturali è quel Trump che nell’inverno appena passato ebbe a dire, di fronte ad un’ondata di gelo che mise in ginocchio alcuni stati orientali, che quella era la prova che il riscaldamento climatico non esiste, nonostante che l’Organizzazione Meteorologica Mondiale lo smentisse clamorosamente certificando l'inverno 2025-2026 il 2° anno più caldo dal 1895 negli USA. Il non riuscire a vedere al di là del proprio naso è purtroppo un limite che lo si riscontra in molti amministratori locali che sono prigionieri di un localismo che in meteorologia è un qualcosa di inammissibile, perché finisce per rendere ridicoli coloro che pretendono di affrontare una questione complessa di dimensione globale come quello dei cambiamenti climatici, affacciandosi dalla finestra di casa per stabilire se è più o meno caldo. I cambiamenti climatici si rilevano a livello globale planetario, osservando e valutando i lenti ma inesorabili processi di aumento delle temperature delle acque dei mari e degli oceani, lo Stato di salute dei grandi ghiacciai dell’Antartide e delle grandi montagne, le centinaia di migliaia di ettari di boschi che ogni anno se ne vanno in fumo, la desertificazione che avanza inesorabile in vaste aree del pianeta, i milioni di tonnellate di Co2 che ogni anno riversiamo in atmosfera. Il riscaldamento globale non lo si misura a Montecarlo di Lucca, a Milano o a Roma, lo si rileva misurando la temperatura media annuale a livello globale e visto la tendenza in atto, dovrebbe spingerci tutti a rimettere, prima che sia troppo tardi, in discussione questo nostro modello di sviluppo e soprattutto a liberare prima possibile il nostro sistema energetico dalla dipendenza dai combustibili fossili. Se continuiamo a stare zitti e buoni, e peggio ancora a negare i cambiamenti climatici, accompagneremo le future generazioni dritti verso l’inferno di un disastro ambientale prossimo futuro più volte denunciato e annunciato dalla comunità scientifica internazionale. Infine, noi a differenza del Fantozzi, non riteniamo affatto ridicolo e strumentale piantare alberi nelle nostre città infuocate, caso mai consideriamo una vera e propria follia continuare a mozzarli e tagliarli; la decementificazione e la rinaturalizzazione di aree in città è un’azione indispensabile e necessaria per contrastare le isole di calore, per difenderci da ondate di caldo che saranno sempre più elevate e prolungate nei prossimi anni. Il Consigliere Fantozzi dovrebbe essere informato che è stato approvato il Piano Nazionale Ripristino Natura che rappresenta una occasione storica per avviare una grande campagna per la rigenerazione ecologica delle nostre città. Il Piano nazionale recepisce il Regolamento europeo sul ripristino della natura (1991/2024), dove, il togliere asfalto e cemento, ha finalmente un riconoscimento e può diventare il nuovo corso per il governo del territorio. L’Italia è chiamata a fare la sua parte per ripristinare gli ecosistemi terrestri compromessi e a liberare e rigenerare spazi in città per contrastare le isole di calore, prodotte da troppo asfalto e cemento. Altro che propaganda strumentale, la nostra è una politica di buon senso, utile e necessaria, è il negazionismo di amministratori e politici alla Fantozzi che rappresenta un problema e un danno per il nostro futuro.
Eugenio Baronti
Responsabile Dipartimento Ambiente Regionale di Sinistra Italiana Toscana
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