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Maraini,
serata-evento al GIFF Festival: la proiezione del film su Dacia e il
ricordo del padre Fosco
Mercoledì
12 agosto, al Passo dei Carpinelli, uno degli appuntamenti più
attesi della prima edizione del GIFF Festival: aprono i lavori Maria
Dolores Pesce e Consuelo Barilari. La sera il film di Izumi
Chiaraluce e il collegamento con Dacia Maraini
MINUCCIANO
– Una serata speciale per commemorare la figura di un
gigante del Novecento, personaggio eclettico profondamente
legato a questa terra “selvaggia” dove scelse di venire a vivere
e a riposare per sempre.
Mercoledì 12 agosto la
prima edizione del GIFF Garfagnana Indie Film Festival “Il Gergo
Inquieto”, la rassegna di cinema indipendente in alta
Garfagnana, celebrerà Fosco Maraini - il grande etnologo,
antropologo, orientalista, scrittore, fotografo e alpinista
fiorentino che, dal 1975 al 2004, trovò rifugio sulle
pendici delle amate Alpi Apuane per trascorrervi lunghi
periodi di studio, scrittura e silenzio.
Alle ore
18, presso il Parco Graal al Passo dei Carpinelli, aprirà
i lavori la critica teatrale e cinematografica Maria Dolores
Pesce, autrice del libro “Fosco Maraini. Sguardi in
lontananza” con Consuelo Barilari, regista
dello spettacolo “Fosco Maraini. Il Gioco dell’Universo”
- al quale l’opera letteraria è ispirata - con Manuela Kustermann
e Maximilian Nisi a vestire i panni, rispettivamente, di Dacia
Maraini e di suo padre Fosco.
A condurre l’incontro sarà
Feliciano Ravera, autore del volume “La 34^ casa di Fosco
Maraini” e amico di quest’ultimo, con la partecipazione del
Sindaco del Comune di Molazzana Andrea Talani e di Eugenio
Casanovi, Presidente del Parco Culturale “Le Apuane di Fosco
Maraini” - progetto nato per valorizzare i luoghi cari a Fosco,
attraverso una rete di itinerari didattico-emozionali, e che vede al
centro la sua casa alla Pasquigliora, ai piedi delle Panie,
divenuta oggi una Casa Museo con annesso “Rifugio Culturale”
in fase di realizzazione.
Sarà l’occasione anche per
ricordare la moglie, la Signora Mieko Namiki, recentemente
scomparsa e anch’essa molto legata al territorio della Garfagnana:
fu con lei che Fosco acquistò la casa nel Comune di Molazzana, poi
messa a disposizione della comunità, con lungimiranza e sensibilità,
per contribuire a preservare e valorizzare lo straordinario lascito
del marito.
Alle ore 20 verrà servito il buffet,
quindi alle ore 21 uno degli appuntamenti più significativi
di questa rassegna: la presentazione e proiezione del film
documentario “Dacia, vita mia – Dialoghi giapponesi”
scritto e diretto da Izumi Chiaraluce, alla presenza della
stessa regista e artista visiva italo-giapponese e con la
partecipazione in collegamento telefonico di Dacia Maraini.
Per
l’occasione verrà presentata la versione cinematografica
integrale di 85 minuti, più ricca di materiali e contenuti
inediti rispetto all'edizione televisiva realizzata per Rai
Documentari. Accolto con grande entusiasmo dal pubblico fin dalla sua
anteprima alla Festa del Cinema di Roma, il film documentario
è stato successivamente presentato in numerosi festival e rassegne,
ottenendo importanti riconoscimenti, tra cui il Premio del
Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani e il
Premio dei Docenti della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti
al Festival Sguardi Altrove di Milano. Le proiezioni successive,
da Torino a Bologna fino a Roma, hanno registrato sale gremite e un
forte coinvolgimento del pubblico, confermando l'interesse suscitato
dall'opera.
“Il documentario – spiega la direttrice
artistica del Graal Cult Fest (all’interno del quale il GIFF è
inserito) Consuelo Barilari - permette di scoprire molti
aspetti poco conosciuti della vita e delle opere di Dacia Maraini
come la famiglia, le amicizie, il teatro, il cinema, e di
approfondire meglio il percorso di Fosco e il bel legame che c’è
stato tra la figlia e questo straordinario padre”.
Attraverso
il racconto diretto della scrittrice Dacia Maraini, il film
documentario restituisce il legame profondo che unisce la sua
vicenda personale al Giappone e mostra come la sua infanzia
trascorsa in Oriente, la sua esperienza come prigioniera nel campo
di concentramento a Nagoya, il senso di comunità della cultura
nipponica e l'attenzione verso gli ultimi abbiano alimentato il suo
costante impegno civile, la sua ricerca artistica e il suo dialogo
con le nuove generazioni.
La pellicola nasce anche
dall'esperienza personale della regista, che per anni ha
accompagnato Dacia Maraini negli incontri con gli studenti in
tutta Italia. Proprio osservando l'intensità del dialogo tra la
scrittrice e i ragazzi è maturata la volontà di raccogliere e
trasmettere una memoria preziosa, capace ancora oggi di
suscitare riflessioni su temi universali come il coraggio delle
proprie scelte, la solidarietà, la forza dell'immaginazione nei
momenti più difficili, l'ascolto, la curiosità verso culture
diverse e il valore della memoria condivisa.
Il documentario
intreccia la sua voce con lo straordinario archivio fotografico
realizzato da lei e dal padre Fosco Maraini, immagini in Super 8,
materiali di repertorio e disegni originali della regista,
costruendo un racconto intimo e al tempo stesso storico.
Ad arricchire il percorso intervengono alcune tra le più autorevoli personalità della cultura italiana e internazionale, tra cui Liliana Cavani, Giuseppe Tornatore, Roberto Faenza, Elda Ferri, Giorgio Amitrano, Hideyuki Doi, Igiaba Scego, Paolo Di Paolo, Donatella Di Pietrantonio, Luigi Ontani e il compositore americano Alvin Curran, che offrono prospettive differenti sulla figura della scrittrice, sulla sua opera e sul suo straordinario percorso umano. Le musiche originali sono firmate da Andrea Guerra e Kyung Mi Lee.
Il documentario è prodotto da Michelangelo Film, Rai Documentari e Istituto Luce-Cinecittà, in coproduzione con Aura Film, con il sostegno di AAMOD e con il patrocinio della Fondazione Italia Giappone.
Per informazioni graalcultfest@gmail.com
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