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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo cordoglio per la morte della bambina di quattro anni ricoverata a Palermo in condizioni gravissime in un quadro clinico riferito a un sospetto caso di difterite. Nel rispetto del dolore della famiglia e in attesa che gli accertamenti sanitari e medico-legali chiariscano definitivamente le circostanze del decesso, quanto accaduto sollecita una riflessione sulla prevenzione e sulla capacità delle istituzioni di contrastare con strumenti adeguati la diffusione della disinformazione sanitaria.
Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, la bambina non sarebbe stata vaccinata contro la difterite e la decisione familiare sarebbe stata influenzata dal timore di una possibile relazione tra vaccinazioni e autismo, ipotesi che non trova riscontro nelle conoscenze scientifiche consolidate. La vicenda, che deve essere affrontata senza giudizi sommari e nel pieno rispetto delle persone coinvolte, evidenzia tuttavia un problema che supera il singolo episodio: disporre di informazioni corrette non significa necessariamente riuscire a farle prevalere su convinzioni alimentate dalla paura o su contenuti privi di attendibilità.
Nell'attuale contesto digitale, la prevenzione non può quindi essere separata dalla qualità della comunicazione. Una parte significativa delle informazioni sulla salute raggiunge oggi i più giovani attraverso social network, video brevi, piattaforme digitali, sistemi di messaggistica e contenuti prodotti o rielaborati anche mediante strumenti di intelligenza artificiale. In un ambiente così rapido e fortemente condizionato dalla componente emotiva, intervenire soltanto quando un'informazione falsa si è già diffusa rischia di essere insufficiente. È necessario agire prima, fornendo strumenti che consentano di riconoscere una fonte affidabile, verificare un'affermazione e comprendere su quali basi si fondano le indicazioni sanitarie.
Il CNDDU ritiene che proprio la scuola possa assumere un ruolo importante in questa direzione e propone l'avvio della campagna nazionale rivolta agli studenti “CHECK PRIMA DI CREDERCI – La salute non si scrolla. Si verifica.”, da sviluppare attraverso una collaborazione tra istituzioni scolastiche e sanitarie, con il contributo di medici, pediatri ed esperti di comunicazione scientifica e digitale.
La campagna dovrebbe parlare ai ragazzi con modalità coerenti con i loro linguaggi e con gli ambienti nei quali quotidianamente incontrano le informazioni. Non si tratterebbe di trasferire nelle scuole una comunicazione prescrittiva, ma di creare occasioni nelle quali gli studenti possano porre domande, confrontarsi con professionisti qualificati e comprendere il significato della prevenzione vaccinale attraverso informazioni chiare, verificabili e adeguate alla loro età.
“CHECK PRIMA DI CREDERCI” potrebbe diventare soprattutto un laboratorio permanente di verifica dell'informazione sanitaria. Comprendere chi ha prodotto un contenuto, risalire alla fonte originaria, distinguere una testimonianza personale da un dato scientifico, riconoscere immagini e video manipolati e interrogarsi sull'affidabilità delle risposte generate dall'intelligenza artificiale significa fornire agli studenti strumenti concreti per muoversi con maggiore autonomia nell'ecosistema digitale.
La scelta di rivolgersi ai giovani assume inoltre un valore che supera l'emergenza del momento. Gli studenti di oggi saranno gli adulti chiamati domani ad assumere decisioni per sé e per le proprie famiglie. Educarli alla verifica delle informazioni significa quindi intervenire non soltanto sulla prevenzione presente, ma sulla qualità delle decisioni future.
Anche la comunicazione istituzionale è chiamata a evolversi. La diffidenza non si supera attraverso la contrapposizione e i dubbi non possono essere affrontati con linguaggi colpevolizzanti. Occorre costruire una presenza pubblica capace di ascoltare, spiegare e intervenire tempestivamente, prima che informazioni infondate trovino uno spazio difficile da recuperare.
Il CNDDU auspica pertanto che il Ministero dell'Istruzione e del Merito e il Ministero della Salute possano valutare la realizzazione di un progetto nazionale condiviso che metta in relazione scuole, servizi sanitari e competenze specialistiche nella comunicazione digitale. Una campagna contemporanea dovrebbe riuscire a portare l'informazione qualificata anche negli stessi ambienti nei quali nascono dubbi e si formano opinioni, utilizzando strumenti interattivi e contenuti capaci di attirare l'attenzione senza sacrificare il rigore.
Quanto accaduto a Palermo non dovrebbe trasformarsi in una contrapposizione destinata a esaurirsi con l'attenzione mediatica. Può invece rappresentare l'occasione per aggiornare gli strumenti della prevenzione e investire sulla capacità critica delle nuove generazioni.
“CHECK PRIMA DI CREDERCI” nasce da questa esigenza: rendere i giovani non destinatari passivi di un messaggio, ma protagonisti della verifica delle informazioni che riguardano la loro salute. Perché, nell'epoca dei contenuti istantanei e dell'intelligenza artificiale, saper controllare prima di credere può diventare una delle forme più concrete di prevenzione.
Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU
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