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  • 31/08/2026 15:40

Elisabetta Maschio alla Fenice dopo il caso Beatrice Venezi

Il Teatro La Fenice di Venezia apre una nuova pagina dopo la conclusione, segnata da mesi di polemiche, del rapporto con Beatrice Venezi, la direttrice d’orchestra nata a Lucca nel 1990. La sua vicenda alla Fenice si è conclusa nell’aprile 2026, quando la Fondazione ha comunicato la decisione di annullare le future collaborazioni con lei. A salire ora sul podio dell’Orchestra del Teatro La Fenice sarà Elisabetta Maschio, direttrice trevigiana con una lunga esperienza nel mondo dell’opera e della musica sinfonica. Il suo arrivo non va però presentato come una semplice “sostituzione” di Venezi: Maschio è stata chiamata a dirigere due concerti specifici, su invito del sovrintendente Nicola Colabianchi, e non è stata nominata direttrice musicale stabile della Fenice. Il primo appuntamento sarà il 4 settembre 2026 al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso. Il secondo concerto è previsto il 4 ottobre al Teatro Toniolo di Mestre, nell’ambito dell’omaggio a Giuseppe Sinopoli organizzato nel venticinquesimo anniversario della sua scomparsa e nell’ottantesimo della nascita. La scelta arriva dunque in un momento particolare per il teatro veneziano. La parentesi di Venezi era iniziata con l'indicazione della direttrice come futura direttrice musicale della Fenice, ma il rapporto si è progressivamente deteriorato fino alla decisione della Fondazione di interrompere le future collaborazioni. La vicenda è stata accompagnata da un lungo confronto pubblico e da forti polemiche. Per Lucca, la storia ha naturalmente un interesse particolare. Beatrice Venezi è infatti nata nella città toscana ed è diventata negli anni una delle direttrici d’orchestra lucchesi più conosciute a livello nazionale. Il suo nome è stato spesso associato anche alla tradizione musicale della città e alla figura di Giacomo Puccini. Maschio arriva invece a Venezia con un percorso professionale costruito in diversi decenni. Dopo il diploma in pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, ha iniziato la carriera come maestro sostituto, lavorando in importanti realtà teatrali e musicali. È stata assistente di Gustav Kuhn dal 1989 al 1992 e ha debuttato come direttrice d’orchestra nel 1991 alla Staatsoper di Budapest, per poi dirigere Madama Butterfly al Festival di Macerata. Il programma del 4 settembre comprende l’Ouverture del Don Giovanni e la Sinfonia n. 35 “Haffner” di Mozart, oltre alla Sinfonia n. 8 di Beethoven. Il concerto di Mestre sarà invece dedicato a Mozart, Wagner e Beethoven, con l’Ouverture del Don Giovanni, il Siegfried-Idyll di Wagner e l’Ottava Sinfonia di Beethoven. La stessa Maschio ha scelto di ridimensionare il significato della coincidenza con Venezi. Alla vigilia del debutto ha definito una casualità il fatto di essere la prima direttrice donna a dirigere la Fenice dopo di lei, preferendo concentrare l’attenzione sulla questione più ampia della presenza ancora limitata delle donne alla guida delle grandi orchestre. Per la Fenice si apre quindi una fase nuova. Dopo una vicenda che ha prodotto forti tensioni, il teatro guarda ora a una direttrice con una lunga esperienza alle spalle. Per Elisabetta Maschio sarà invece l’occasione di affrontare uno dei palcoscenici più prestigiosi d’Italia. E per Lucca resta un elemento di particolare interesse: la direttrice protagonista della discussa esperienza veneziana è una lucchese, mentre sul podio chiamato a raccogliere il testimone artistico nei prossimi appuntamenti salirà una direttrice veneta. Due percorsi differenti che, in questo momento, finiscono per incrociarsi nella storia recente del Teatro La Fenice.

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