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  • 01/09/2026 17:56

FANINI SUL MONDIALE DI MONTREAL: "CONSIGLIO AMADIO DI PUNTARE SU FINN ....

 FANINI SUL MONDIALE DI MONTREAL: "CONSIGLIO AMADIO DI PUNTARE SU FINN, L' UNICO CHE PUO' VINCERE SE MANCA POGACAR"

Un finale di stagione sfortunato per Tadej Pogacar. Quella caduta alla Vuelta gli ha pregiudicato non soltanto il successo finale ma probabilmente anche le partecipazioni al mondiale di Montreal ed al Giro di Lombardia dove sarebbe stato il grande favorito. La frattura alla clavicola sinistra e cervicale per il campione della Uae Emirates, con conseguente intervento chirurgico lascia pensare ad una stagione finita anche se i tempi di recupero per un campione della sua dimensione sono sicuramente più brevi di quanto si possa immaginare. Un episodio che ha commentato il patron di Amore e Vita Ivano Fanini, osservatore attento del ciclismo a livello internazionale, lui che ha contribuito alla globalizzazione con le sue squadre portandolo a conoscenza anche in quei paesi storicamente meno evoluti.

"La probabile assenza di Pogacar al mondiale di Montreal-dice- favorisce l' esordio nel professionismo di Lorenzo Finn, l' unico che lo avrebbe potuto impensierire anche se appena diciannovenne."

Dopo aver vinto due titoli mondiali fra i dilettanti, Lorenzo Finn si è aggiudicato in questa stagione anche il Giro Next Gen ed il Tour de l' Avenir diventando più che una promessa per il futuro del ciclismo italiano. Con la sua profonda competenza tecnica e credibilità guadagnata nel tempo, Ivano Fanini stravede per il diciannovenne talento ligure che sta per fare l' esordio nel professionismo.

"Rispetto al passato-dice- i talenti di oggi raggiungono i picchi di potenza in età più giovanile, basta vedere il francese Paul Seixas che è stato fra i grandi protagonisti al Tour disputato per la prima volta ed a soli 19 anni. Direi che 23 anni è l' età per raggiungere la massima capacità di mantenere alti i vantaggi dopo molte ore di corsa. Lo stesso è stato per il campione sloveno ma se dovesse non fare a tempo per recuperare la condizione per il mondiale, vedo soltanto Lorenzo Finn grande favorito. Era dai tempi di Fausto Coppi che non si vedeva un ciclista italiano così forte. Un corridore così nasce ogni 80 anni. In salita non ondeggia con il busto e non spreca energie. Sopportando la fatica non si fa prendere dalla foga, come spesso accade in generale e non parte mai troppo forte. Il 27 settembre gli si addice anche il percorso fortemente selettivo perché può scattare e resistere al ritorno di chiunque. Dopo i primi 112 chilometri pianeggianti dalla partenza di Brossard può essere protagonista appena entrato sul circuito cittadino sul Mont Royal nei 12 giri che presentano un totale di dislivello di 3720 metri. "

LE SALITE DECISIVE

In effetti nella seconda parte del mondiale ci saranno da affrontare12 giri di km. 13,4 con la prima salita del Voie Camillien-Horde di circa 2 km. con una pendenza media del 6,2% e punte massime dell'11%. Successivamente c'è da scalare il Polytechnique; un breve strappo ma con tratti severi superiori all'11%. Di fronte ad un margine di vantaggio diventa difficile anche il recupero  perchè prima dell' arrivo ci sarà un falsopiano in costante ascesa.

"Su queste salite-prosegue Fanini-Finn troverà un tracciato ideale per le sue caratteristiche. La sua pedalata fluida senza sprechi di energia e corpo raccolto anche sulle pendenze più dure, unitamente alla capacità di dosare le energie fino al traguardo faranno la differenza su tutti i principali contendenti perché nessuno, nonostante ripeto la sua giovane età, potrà resistergli. La crescita di un ciclista richiede tempo e pianificazione ma Finn fa eccezione perché nessuno italiano nella storia, dopo Fausto Coppi, ha dimostrato questa sua naturalezza in bicicletta e questa superiorità in salita."

Ed allora che consigli darebbe al suo amico Roberto Amadio?

 " Dall' alto della sua esperienza, lui d' altronde è noto per forgiare mentalita' tattica e organizzazione, non credo abbia tanto bisogno di consigli. Ma se proprio devo dire il mio parere punterei tutto su Finn. Concentrerei energie, controllo della corsa e rifornimenti su di lui, il quale deve poi dovrebbe a quel punto finalizzare il lavoro dei compagni. È importante che l' intera squadra lavori per chiudere le fughe ed attendere il momento in cui Finn possa fare la differenza. "

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