"Lucca: un potere d'acquisto vicino alla media, ma la vera sfida è creare lavoro di qualità"
"Lucca: un potere d'acquisto vicino alla media, ma la vera sfida è creare lavoro di qualità"
È l'analisi della segreteria CISL Toscana Nord
"L'indice
di potere d'acquisto di Lucca si attesta a 101, praticamente in linea
con la media italiana fissata a 100. Il dato deriva da un reddito
individuale di 24.762 euro, superiore a quello di Massa-Carrara e
Pistoia, ma accompagnato da un costo della vita OMI pari a 1,10- così la
segreteria CISL Toscana nord-.
È un dato che racconta una parte importante della realtà lucchese, ma non tutta.
Il
potere d'acquisto misura infatti il rapporto tra quanto una persona
guadagna e quanto costa vivere sul territorio. Non dice, da solo, quante
persone lavorano, quanto sono stabili i posti di lavoro, quali
competenze vengono richieste e quanto è diversificata la struttura
produttiva.
E proprio da qui bisogna partire per leggere la situazione di Lucca.
La
provincia dispone di una struttura economica più articolata rispetto ad
altri territori. Carta, meccanica, cantieristica, turismo e servizi
rappresentano filiere importanti e contribuiscono a mantenere una base
produttiva significativa."
"I dati IRPET del terzo
trimestre 2025 mostrano, per Lucca, una crescita del 2% dell'occupazione
dipendente. - è la disamina di Cisl- .Particolarmente significativa è
la crescita della cantieristica navale (+6,4%), delle macchine e
apparecchi (+3,3%) e della carta-stampa (+3,6%).
Ma anche Lucca deve confrontarsi con una trasformazione del mercato del lavoro.
Nel
corso del 2025 gli avviamenti al lavoro sono diminuiti dell'1,9%
rispetto al 2024, passando da 90.093 a 88.347. È un dato che va
interpretato con attenzione: nello stesso periodo IRPET segnala una
crescita del lavoro stabile a livello regionale e una riduzione dei
rapporti a termine. Quindi meno avviamenti non significa automaticamente
meno occupazione complessiva.
Il punto non è soltanto quanto si guadagna
Lucca
parte quindi da una situazione nella quale il reddito individuale è
relativamente elevato, ma il vero tema per il futuro è capire quanto
questo reddito sia sostenuto da un mercato del lavoro capace di offrire
continuità, professionalità e opportunità alle nuove generazioni"
"La
presenza di filiere industriali forti è un patrimonio importante -
sottolinea il sindacato -. Ma proprio per questo bisogna lavorare sul
rapporto tra scuola, formazione professionale, imprese e competenze
richieste dal mercato.
Il problema del mismatch
deve diventare una priorità: non basta avere imprese che cercano
personale e persone che cercano lavoro. Bisogna fare in modo che le
competenze delle persone corrispondano sempre di più alle esigenze delle
imprese.
E questo vale soprattutto nei settori
dove Lucca sta mostrando capacità di crescita: dalla cantieristica alla
meccanica, dalla carta ai servizi avanzati"
La vera sfida per Lucca
L'indice 101, quindi, non deve essere letto né come un successo definitivo né come un dato negativo.
Dice
semplicemente che, considerando insieme reddito e costo della vita,
Lucca si colloca sostanzialmente intorno alla media italiana.
La
sfida vera è un'altra: fare in modo che questa capacità economica si
trasformi sempre più in lavoro stabile, qualificato e accessibile,
soprattutto per i giovani, e che le filiere produttive del territorio
riescano a generare opportunità anche per le piccole e medie imprese e
per il loro indotto.
Perché alla fine la domanda da porsi non è soltanto:
“Quanto guadagna chi lavora a Lucca?”
Ma anche:
“Quante
persone riescono a trovare un lavoro qualificato? Quanto è stabile quel
lavoro? Quali competenze servono alle imprese? E siamo in grado di
formare le persone che quelle imprese cercano?”
È qui che il tema del mismatch deve diventare il nostro mantra".