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  • 09/10/2026 19:40

Giornata Sfratti Zero, Rifondazione Comunista: «Soldi per la casa, non per la guerra.

Giornata Sfratti Zero, Rifondazione Comunista: «Soldi per la casa, non per la guerra. E Lucca regoli gli affitti brevi»

In occasione della Giornata internazionale Sfratti Zero, Rifondazione Comunista di Lucca torna a denunciare l’emergenza abitativa che colpisce il Paese e, sempre di più, anche la nostra città.
Mentre il governo Meloni e l’Unione europea destinano centinaia di miliardi di euro al riarmo e alle spese militari, per il diritto all’abitare le risorse non ci sono. Centinaia di migliaia di famiglie restano così strozzate da affitti, mutui e bollette insostenibili. Troppo spesso la risposta delle istituzioni è il manganello, lo sgombero e il profitto dei soliti speculatori.
I dati del Ministero dell’Interno pubblicati in questi giorni parlano chiaro. Nel 2025 in Italia sono stati emessi oltre 37.000 provvedimenti di sfratto, più di 26.000 dei quali per morosità, e oltre 18.000 sfratti sono stati eseguiti con la forza pubblica. Dietro quei numeri ci sono un lavoro perso, una cassa integrazione che non basta, stipendi tra i più bassi d’Europa: famiglie che non pagano l’affitto perché non possono, non perché non vogliono.
Lucca non fa eccezione. Nel 2024 in provincia sono stati emessi 187 provvedimenti di sfratto, 161 dei quali per morosità. Gli sfratti eseguiti con l’ufficiale giudiziario sono saliti a 229, quasi il 28% in più dell’anno precedente, proprio mentre nel resto della Toscana calavano. Non è un caso che il rapporto regionale Abitare in Toscana 2025 collochi Lucca, insieme a Prato, tra le province dove gli sfratti pesano di più.
Di fronte a tutto questo, il governo ha lasciato a zero il Fondo nazionale per il sostegno all’affitto, che dal 2023 non riceve più risorse. Il Fondo per la morosità incolpevole è stato rifinanziato, ma con somme del tutto insufficienti, e così i Comuni restano a secco e i lavoratori senza riparo. Con il disegno di legge sul rilascio degli immobili, approvato dal Consiglio dei ministri insieme al Piano Casa, la destra manda poi un messaggio chiarissimo. Prevede un decreto di rilascio entro 15 giorni dal ricorso, tempi dimezzati per sanare la morosità e penali giornaliere per chi non lascia la casa. Significa accelerare gli sgomberi senza alcuna alternativa abitativa d’emergenza per famiglie con bambini, anziani e malati. Allo stesso tempo si criminalizza il disagio, reprimendo chi occupa per necessità. Intanto si regalano deroghe e affari ai privati con la scusa dell’housing sociale finanziato da fondi speculativi.
C’è poi un fenomeno che a Lucca si vede a occhio nudo. La nostra provincia è seconda in Toscana solo a Firenze per annunci di affitti brevi. Il Sunia Cgil denuncia da tempo contratti transitori costruiti per scadere prima di Lucca Comics e ripartire dopo, un problema che tornerà puntuale tra poche settimane. Persino gli agenti immobiliari della Fiaip, nel rapporto sul secondo semestre 2025, descrivono un centro storico dove le locazioni a lungo termine sono quasi scomparse. Molti appartamenti restano chiusi e i prezzi sono saliti fino al 10%. E mentre chi cerca una casa per viverci non la trova, secondo il Sunia il 28% degli alloggi privati resta sfitto. Gli alloggi popolari di risulta, intanto, restano vuoti perché mancano i fondi per ristrutturarli.
Lo diciamo da tempo. Già nel febbraio 2025, insieme ai Giovani Comunisti, avevamo promosso una consultazione popolare sulla turistificazione della città. Avevamo chiarito che il problema non è chi affitta una stanza o un appartamento di famiglia, ma le gestioni che concentrano dieci, quindici appartamenti e cambiano il volto del centro storico. L’amministrazione Pardini ha riconosciuto che la città va incontro a un’emergenza abitativa. Continua però a sostenere che sugli affitti brevi non ci sia alcun allarme, e non usa gli strumenti che ha a disposizione.

E gli strumenti ci sono. La legge regionale toscana sul turismo permette ai Comuni capoluogo di fissare limiti agli affitti brevi per zone. La Corte costituzionale l’ha dichiarata legittima respingendo il ricorso del governo, e Firenze la applica già con un regolamento confermato dal Tar. Lucca, invece, non ha adottato alcun regolamento, né ha previsto incentivi aggiuntivi per i proprietari che scelgono di affittare a lungo termine.
Per questo rilanciamo le nostre proposte a livello nazionale. Chiediamo il reintegro e il rifinanziamento immediato del Fondo per il sostegno all’affitto e del Fondo per la morosità incolpevole. Chiediamo un piano di edilizia residenziale pubblica che riqualifichi e riassegni subito gli alloggi popolari vuoti e sfitti del Paese. Chiediamo la requisizione e il riuso degli immobili pubblici e privati lasciati colpevolmente in disuso da speculatori e fondi immobiliari, e una regolamentazione degli affitti brevi che fermi la devastazione dei centri storici da parte delle piattaforme.
Al Comune di Lucca chiediamo di fare la sua parte. Deve adottare subito un regolamento sugli affitti brevi, a partire dal centro storico, e rimettere in uso gli alloggi popolari di risulta. Deve rafforzare gli incentivi per chi affitta a canone concordato e a lungo termine. E deve destinare una parte delle entrate legate al turismo e ai grandi eventi a chi l’affitto non riesce più a pagarlo.
La casa è un diritto, non una merce. Difendiamo il diritto alla casa!

Segreteria del Partito della Rifondazione Comunista di Lucca

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