I Musei del Sorriso” 2026,
Una conferenza su Turandot ...

Una conferenza su Turandot, una
sull’universo
missionario lucchese
e lo spettacolo di Giulia Perelli produzione originale su
Simone Weil
questa settimana a Lucca per
il festival
“I Musei del Sorriso” 2026
Ingresso libero
Lucca, 12 ottobre 2026 – Una conferenza su Turandot, una sull’universo missionario lucchese e lo spettacolo di Giulia Perelli produzione originale su Simone Weil, questa settimana per la quinta edizione del festival “I Musei del Sorriso”, organizzato dal Sistema Museale Territoriale della Provincia di Lucca in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
Venerdì 16 ottobre 2026 alle 16,30 al Museo Puccini Casa Natale Lucca, visita della mostra dedicata a Turandot nell'anno del centenario e, a seguire all'Atelier Ricci (ore 17,30 circa) conferenza di Maria Alberti della Fondazione Franco Zeffirelli, Firenze “Turandot nel Novecento: Franco Zeffirelli e altri allestimenti storici”. L’evento è promosso da: Fondazione Giacomo Puccini - Puccini Museum, 50&Più, associazione Lucchesi nel Mondo - Museo Pucciniano di Celle. Per informazioni: www.puccinimuseum.org, luccchesinelmondo@gmail.com.
Nello stesso giorno alle 17, nel Salone del Palazzo Arcivescovile di Lucca, si tiene la conferenza di Sara Ercolani (Università di Pisa) "Da Lucca al mondo e ritorno: spazi e tempi dell’universalismo missionario nel XIX e XX secolo". A seguire, concerto degli studenti del Conservatorio di Musica Luigi Boccherini. Saranno esposti documenti e oggetti a cura dell’Ufficio Missionario. L’evento è realizzato in collaborazione con Arcidiocesi di Lucca in occasione dei 300 anni dell'elevazione ad Arcidiocesi.
“Simone Weil -
Sopportare il
vuoto”: sabato 17 ottobre 2026 alle 21 nell’Oratorio di San
Giuseppe, Lucca,
a ingresso libero, Giulia
Perelli
porta in scena il nuovo spettacolo ispirato dalla figura di Simone
Weil, produzione originale
del Sistema Museale
della provincia di Lucca. Giulia Perelli riflette
sull’indipendenza critica che
Weil ha dimostrato di praticare nel corso della sua breve vita.
Una figura
controversa, eccezionale: era ricca e visse povera, era ebrea a
credette in
Cristo ma non volle aderire alla chiesa, era pacifista e combatté
la guerra,
era rivoluzionaria e divenne riformista. Per lei il vero nemico
era qualunque
sistema che riducesse le operazioni dell’intelligenza
dell’individuo, la
libertà personale, le illuminazioni dell’amore. Ogni umano ha le
sue cecità.
Nella messa in scena di questo spettacolo si parte da un buio in
cui si
apriranno feritoie di luce, fiammelle di visione, fino alla luce
totale. Si
riflette su come l’individuo possa iniziare a vedere seguendo la
bussola del
dubbio, del pensiero critico unito al pensiero del cuore, che
svela, rivela,
trasforma. L’amore non è cieco, l’amore riconosce ciò che è. Attraversare le ombre,
riconoscere il
bisogno, umanizzarsi, perdere ogni atteggiamento di potere e
dominio, allenare
la libertà personale. Rompere movimenti automatici e scoprire una
nuova danza,
dove l’umana esistenza è minuscola davanti al mistero. Lo
spettacolo è un incontro
con Simone Weil. Nell’intimità e nella quotidianità di una piccola
cella
monacale, senza la distrazione delle “cose”, il suo raccoglimento,
il suo
pensiero, la sua ricerca interiore, aprono la strada di una
coscienza
intransigente, e della massima forma d’amore, l’attenzione. Un
pensiero
complesso, inafferrabile come la verità, ma che può innescare
nuovi problemi,
maggiori stratificazioni dell’esistenza, penetrare nell’umiltà del
dubbio come
atteggiamento, favorendo così la conoscenza, la relazione e la
meraviglia pura,
di fronte a sé stessi e agli altri esseri. Attraverso il mistero
del teatro,
che muove tutti gli animi, si attiva un processo di
rappresentazione della
cecità che aspira a vedere la verità, la grande guaritrice.
Un’iride enorme
vista attraverso uno strumento ottico. Una scultura di lenti,
specchi, prismi e
un cannocchiale, attraverso sui riflettono barlumi luminosi.
Un’installazione
entro cui Weil si muove, in un teatro di ombre e voci, con una
danza che possa
risvegliare a ciò che è davvero sacro: il Reale.
Giulia Perelli è
attrice,
performer, autrice e regista sulla scena internazionale. In questa
edizione del
festival, ha messo in scena la performance “Pietas. Per Madre Terra” sabato 25 luglio nel
portico
della Cattedrale di San Martino.
«Con “Simone Weil. Sopportare il vuoto” – afferma Alessandro Colombini, presidente dell’assemblea museale territoriale della provincia di Lucca - affrontiamo una figura di straordinaria profondità, capace ancora oggi di interrogarci sul senso della vita, della responsabilità e del nostro rapporto con gli altri. È proprio questo, in fondo, lo spirito de “I Musei del Sorriso”: non soltanto portare eventi nei musei, ma creare occasioni di incontro, riflessione e partecipazione, attraverso linguaggi diversi. La quinta edizione del Festival, con oltre cinquanta appuntamenti, conferma la volontà del Sistema Museale della Provincia di Lucca di fare dei musei luoghi sempre più vivi, aperti e capaci di dialogare con il pubblico.»
Il festival “I Musei del Sorriso” è organizzato dal Sistema Museale Territoriale della Provincia di Lucca in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo, con la Diocesi di Lucca nel 300° della sua elevazione ad Arcidiocesi e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
Il calendario del festival 2026 “I Musei del Sorriso” prosegue fino a dicembre Per informazioni: Sistema Museale Territoriale della Provincia di Lucca, Cortile Carrara - Palazzo Ducale - 55100 Lucca: info@museiprovincialucca.it, 0039 0583 417483
Il calendario è a questa pagina: http://www.museiprovincialucca.it/festival
Instagram: https://www.instagram.com/museiprovincialucca/
Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCq1F4-8C53W1S2nQoFZPbnQ (dove sono presenti i video promozionali di ciascun museo).
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