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BUONA GESTIONE = PIÙ BIODIVERSITÀ
Lago della Gherardesca: una biodiversità in espansione che deve essere protetta
Circa 70 specie di uccelli osservate in una sola giornata, decine di farfalle e altri impollinatori, numerosi mammiferi e, per la prima volta nell’ambito delle attività considerate, quattro specie di pipistrelli. È il bilancio del terzo Bioblitz al Lago della Gherardesca, che si è svolto sabato 24 ottobre, organizzato da Legambiente Capannori e Piana Lucchese e WWF Alta Toscana, in collaborazione con il Comune di Capannori.
Dal 2024 a oggi, i tre appuntamenti hanno coinvolto esperti, cittadini, famiglie, bambini e studenti in attività di osservazione e ricerca naturalistica. Il Bioblitz è infatti un’esperienza di Citizen Science, o scienza partecipata: in un tempo definito, esperti e cittadini collaborano per individuare e documentare il maggior numero possibile di organismi viventi, dagli uccelli ai mammiferi, dalle piante ai funghi, fino ad anfibi, rettili e invertebrati.
Tra i mammiferi rilevati figurano lupo, tasso, volpe, istrice, capriolo, cinghiale e scoiattolo. Di particolare interesse il rilevamento dei chirotteri, mammiferi protetti e che svolgono un ruolo importante nel controllo naturale degli insetti.
A queste iniziative si affiancano i monitoraggi del Centro Ornitologico Toscano, che ogni gennaio effettua i censimenti degli uccelli acquatici svernanti. Un’attività che attesta l’importanza delle aree umide del Bientina, compresa la Gherardesca, per la sosta e lo svernamento di numerose specie, anche rare e di interesse conservazionistico.
Il lago si conferma un ambiente di grande valore naturalistico, ma la ricchezza della sua fauna dipende anche dalla vegetazione che circonda le sponde: non un ostacolo alla vista, ma un habitat da conoscere e tutelare.
Dal 2008 è stato possibile osservare i cambiamenti degli ambienti circostanti e delle aree naturali e seminaturali che lo circondano. La vegetazione delle sponde si è progressivamente sviluppata, formando una fascia composta da arbusti, piante erbacee, specie legate agli ambienti umidi e, in alcuni settori, canneti.
È un’evoluzione naturale e dinamica: in alcuni tratti il rovo, che rappresenta un habitat importante, si è ridotto, mentre si sono diffuse specie come i salici; il canneto, seppur ancora in modo limitato, sta trovando spazio in alcune zone. Si sta così formando un mosaico di ambienti diversi, dove acqua libera, vegetazione palustre, arbusti e fasce erbacee offrono condizioni adatte alle esigenze di molte specie.
La vegetazione intorno al lago non è quindi una semplice cornice del paesaggio. Offre rifugio e risorse alimentari alla fauna, sostiene le comunità di insetti e altri invertebrati, favorisce gli spostamenti degli animali e contribuisce alla connettività ecologica. Aiuta inoltre a stabilizzare il suolo, filtrare parte dei nutrienti e dei sedimenti trasportati dalle acque superficiali e proteggere gli uccelli acquatici dal disturbo provocato dalla presenza umana.
Proprio tra la vegetazione delle rive si concentra una parte importante della biodiversità del lago. Durante il Bioblitz autunnale sono stati osservati germano reale, alzavola, codone, canapiglia, mestolone, moriglione, marzaiola e fischione, oltre a svassi, folaghe, marangone minore, mignattaio e diversi ardeidi. Pochi giorni prima erano presenti anche le rare morette tabaccate.
Non meno significativa è la presenza dei passeriformi, tra cui usignolo di fiume, occhiocotto, capinera, pettirosso e merlo. Altre osservazioni naturalistiche hanno documentato migratori come la balia nera e il luì piccolo, oltre a un raro ciuffolotto. Il porciglione, specie legata agli ambienti umidi con copertura fitta, è un ulteriore esempio del valore della vegetazione palustre.
Anche farfalle, insetti e altri invertebrati dipendono da queste fasce: le fioriture autunnali offrono risorse agli impollinatori, mentre steli secchi, foglie e terreno ricoperto di foglie, ospitano uova, larve e adulti che attraversano l’inverno in diverse fasi del ciclo vitale. La vegetazione vicino all’acqua rappresenta inoltre un habitat importante per anfibi e rettili.
Il rilevamento dei pipistrelli aggiunge un ulteriore elemento di interesse. Gli ambienti umidi offrono a questi animali acqua e insetti di cui alimentarsi, mentre i margini vegetati possono costituire riferimenti utili durante gli spostamenti.
Il lago e le aree circostanti fanno parte della ZPS “Bonifica della Gherardesca” (IT5120105), parte della Rete europea Natura 2000, istituita per conservare habitat e specie di interesse comunitario. La tutela del sito non riguarda soltanto lo specchio d’acqua, ma anche gli ambienti circostanti e le relazioni ecologiche che li rendono funzionali.
È un principio in linea con il Regolamento europeo sul ripristino della natura (UE 2024/1991), la cosiddetta Nature Restoration Law, che all’articolo 4 promuove il ripristino degli ecosistemi terrestri, costieri e di acqua dolce, prevedendo, ove pertinente, una priorità per le misure nelle aree Natura 2000.
In questo contesto, la modifica degli habitat come la rimozione della vegetazione senza un’adeguata valutazione può significare impoverire gli habitat stessi, aumentare il disturbo alla fauna e interrompere importanti connessioni ecologiche. Gli eventuali interventi devono essere scientificamente motivati e compatibili con gli obiettivi di conservazione del sito e con le procedure previste, compresa, la Valutazione di incidenza.
La gestione deve quindi conservare una fascia vegetata continua e diversificata, prevedendo interventi mirati soltanto quando necessari e compatibili con la tutela della biodiversità, per esempio intervenendo su specie aliene invasive.
L’auspicio è che il valore del Lago della Gherardesca e degli ambienti che lo circondano possa essere riconosciuto da tutti, non soltanto da chi si occupa di ecologia e conservazione. Poter contare su un ambiente così ricco di biodiversità è motivo di orgoglio per l’intera comunità: un bene collettivo, un’occasione di conoscenza e un patrimonio da trasmettere alle generazioni future. Vorremmo che finalmente si capisse che la vegetazione non può essere considerata un elemento da ridurre semplicemente perché è fitta o limita la visuale del lago. Anche ciò che appare meno ordinato svolge funzioni ecologiche essenziali.
Un ringraziamento particolare va al Centro Culturale del Compitese, che da sempre sostiene le iniziative di divulgazione dedicate al lago, mettendo a disposizione la propria sede per incontri e momenti di approfondimento. Domenica 25 ottobre si è svolto proprio nei suoi spazi un convegno, con la partecipazione anche del Consorzio di Bonifica Toscana Nord, dedicato al rapporto tra gestione degli ambienti naturali e conservazione della biodiversità.
Le associazioni promotrici continueranno a organizzare visite guidate e iniziative divulgative per far conoscere il Lago della Gherardesca e le altre aree umide del Bientina, tra cui l’Oasi del Bottaccio, dove, grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del Consorzio di Bonifica Toscana Nord, è stato ripristinato il bosco allagato a farnie. Sono inoltre disponibili brochure informative che illustrano le caratteristiche naturalistiche delle diverse aree umide del Bientina. Le associazioni restano a disposizione dei cittadini e dei frequentatori per approfondimenti, chiarimenti e occasioni di conoscenza diretta di questo prezioso patrimonio naturale.
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