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  • 15/06/2022 21:02

Corruzione: chiesti sei anni e 4 mesi per l'Ispettore della Polstrada Pantaleoni

Caso corruzione: chiesti sei anni e 4 mesi per Pantaleoni Grieco nella requisitoria: "Una figura doppia: da un lato l’ispettore integerrimo, dall’altro uno che si fa dare denaro da pregiudicati" Montecatini Terme, 15 giugno 2022 - "Una figura doppia, da un lato l’ispettore di polizia integerrimo, impegnato sindacalista, paladino della legalità, che non esita a denunciare i possibili comportamenti corruttivi di colleghi e superiori. Dall’altro un poliziotto che frequenta pregiudicati, che si fa dare da loro denaro, e al quale viene contestata una mole di reati impensabili per un pubblico ufficiale". Così, ieri mattina, davanti al collegio presieduto dal giudice Alessandro Buzzegoli, il pubblico ministero Giuseppe Grieco ha esposto la sua articolata requisitoria nel processo che vede imputato Gianluca Pantaleoni, 50, ispettore della Polstrada, distaccato alla sottosezione di Montecatini e in servizio a quella di Lucca. Pesanti e variegate le accuse: corruzione, truffa, traffico di influenze illecite, riciclaggio e circonvenzione di incapace, truffa ai danni dello Stato, falsità ideologica, abbandono del posto di servizio e ricettazione. Nel processo è parte civile il Ministero dell’Interno. Sei anni e 4 mesi di reclusione: queste le richieste avanzate dal pubblico ministero, il reato più grave è quello di auto-riciclaggio, mentre è stata chiesta l’assoluzione per un episodio di riciclaggio. Pantaleoni, sospeso dal servizio, è apparso provato, seduto accanto al suo avvocato, Giovanni Cantelli del foro di Napoli, ha seguito ogni passaggio della discussione. L’arresto dell’ispettore Pantaleoni, lo ricordiamo, avvenne a dicembre del 2019. Secondo la Procura, in tre anni, l’ispettore avrebbe movimentato qualcosa come 900mila euro, a fronte di un guadagno, con il suo stipendio da poliziotto, assai esiguo. Una parte sostanziosa di quel denaro, ben 300mila euro, sarebbe derivata dal conto, prosciugato, di una funzionaria di banca, dalla quale si sarebbe fatto consegnare carte di credito e password dell’home banking, dopo averne carpito la fiducia. Per questi fatti, Pantaleoni è accusato di circonvenzione d’incapace. Diverse migliaia di questi euro sarebbero finiti nelle ricariche per le scommesse online. Le indagini fatte anche di intercettazioni telefoniche e ambientali, furono condotte dai suoi stessi colleghi. Un’indagine di cui l’ispettore viene a conoscenza quando gli arriva l’avviso di garanzia, a maggio del 2019, e dopo il quale, come ha spiegato ieri in aula il pubblico ministero nella sua requisitoria, "avrebbe preparato una strategia difensiva, sottoponendosi a una visita da uno specialista per certificare la dipendenza patologica dal gioco". Il pm ha chiesto anche che sia riconosciuta l’attendibilità della prima confessione resa davanti allo stesso magistrato e al gip, poco dopo l’arresto, poi ritrattata dall’imputato, e la circonvenzione d’incapace, per la vicenda che vede vittima la funzionaria di banca. Quel passaggio di denaro, secondo il pubblico ministero, non fu frutto della prodigalità di una benefattrice, ma un piano studiato e portato avanti dal poliziotto per ottenere dalla donna tutti i suoi averi, dietro la promessa di un’amicizia speciale. https://www.lanazione.it/montecatini/cronaca/ispettore-polstrada-corrotto-pantaleoni-1.7783272

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