“Il giardino, il seme e la parola”: a Lucca due giorni di incontri e laboratori per ricordare Pia Pera
“Il giardino, il seme e ...

"Stava solo facendo il suo lavoro, aiutare gli altri.
È stata questa la causa della sua morte, impossibile non parlare e pensare alla dottoressa Barbara Capovani, psichiatra. Aggredita prima di rientrare a casa dai suoi figli, fuori dall’ospedale di Pisa. L’aggressione, un paziente di psichiatria con numerosi precedenti di aggressioni e molestie era stato arrestato in passato.
Il giorno prima l’aveva cercata in Ospedale, aspettata il giorno successivo nel parcheggio e con una spranga colpirla ripetutamente alla testa. Poi dopo ore di agonia, la morte.
Bisogna parlarne, Barbara non deve morire invano, lei non è la sola vittima di aggressioni del genere. Barbara amava il suo lavoro, era benvoluta da tutti, forse si sarebbe potuta evitare la sua morte.
Il suo omicida aveva da tempo preso di mira il personale medico, un’ossessione per Barbara l’ha trasformato in un killer spietato.
Non si può morire andando a lavoro."
Altro non è che una delle tante vittime della lunghissima serie infinita a causa di nauseante ideologia.
Ma che 'un succeda mai che il matto di turno si 'sbagli', ed invece di ammazzare una vittima che non c'ha arte ne parte, ammazzi un nauseante ideologo, eletto ineleggibile?!
Psichiatra uccisa, l’incubo in ospedale: “Seung sfregiò un medico ferendolo con una penna. Perseguitava tutti”
Il direttore di Psichiatria del centro Versilia racconta l’aggressione di 10 anni fa: “Il questore gli vietò di avvicinarsi, ma per la legge questi soggetti non sono punibili”
era conosciuto nel reparto di psichiatria dell’ospedale Versilia. Non tanto perché fosse un paziente – è rimasto davvero poco in cura – ma piuttosto perché aveva covato a lungo una rabbia repressa e un risentimento proprio contro i medici del reparto. Uno dei quali, il dottor Mirko Martinucci, venne sfregiato nel 2013 al viso. Seung si avventò con una penna sul giovane medico. Fu l’episodio più grave di una serie di comportamenti ostili e intimidatori che portarono nel 2016 a un provvedimento emesso dal Questore di Lucca, che vietò al giovane di avvicinarsi a medici e infermieri del reparto di psichiatria dell’ospedale Versilia "per permettere loro di svolgere il lavoro con necessaria serenità". Il dottor Mario Di Fiorino da anni dirige proprio quel reparto di psichiatria.
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