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“Opere d’arte dentro un’opera d’arte”
É il titolo della mostra sui Simi, Filadelfo e Nerina
allestita nella loro Casa della Memoria a Stazzema
STAZZEMA. Non capita spesso di ammirare un’opera d’arte nel contesto dove ha operato l’autore e anche dove, in alcuni casi, è stata generata. A Stazzema capoluogo, a Ferragosto (i giorni 15, 16 e 17 agosto) il miracolo si avvera: lo studio Simi, dei pittori Filadelfo e Nerina, in località Scala, un borgo di case sulla provinciale in prossimità del paese, dopo quattro anni, apre di nuovo i battenti per una mostra di grande spessore. Negli ambienti saranno esposte varie opere di grafica, bozzetti o prove di dipinti fondamentali, ormai disseminati nelle collezioni e musei di tutto il mondo. La mostra è visitabile, nei tre giorni, dalle ore 18,00 alle ore 22,00.
«Per la prima volta però – osserva il dottor Maurizio Bertellotti, anima dell’evento - tornano a Scala quattro dipinti non conosciuti se non in foto, due ammirati l’ultima volta nella retrospettiva di Seravezza del 1985. La prima di esse, “L’Altalena”, dell’estate del 1891, riassume la filosofia del pittore che aveva nella famiglia il motore e il traguardo della sua vita. La Madre, la Moglie, i due Figli fermati nella tela in un caldo pomeriggio, immersi nella natura prorompente che entra nella scena con uno straordinario raggio di sole, Questo raggio può rappresentare anche la nuova luce che aveva ravvivato la pittura accademica con la freschezza e la luminosità del movimento macchiaiolo a cui Filadelfo si era avvicinato. La seconda opera, ”Il cipresso” risale al 1875 circa, periodo in cui Filadelfo stava compiendo il suo percorso accademico parigino che, su indicazione del Maestro Jerome, prevedeva anche un’ulteriore esperienza orientalista nella Alhambra di Granada. Anche in questa tela è padrona assoluta e il solitario cipresso diviene elemento quasi metafisico. Dello stesso periodo parigino “Studio di vecchia quercia” realizzato probabilmente a Fontainbleau. E infine, quarta opera “ Ragazza con lo scialle rosso” , delizioso ritratto di giovane donna stazzemese risalente agli anni 1914-15, quando il pittore si era ritirato a Stazzema per godere della semplicità agreste, delle amicizie sincere e della natura ritenuta sempre più consapevolmente maestra di vita a e di arte». L’ assessore Anna Guidi esprime grande apprezzamento per questa tre giorni e per «l’operazione di alcuni anni fa che vide Moreno Gherardi e il dottor Bertellotti impegnati nella meritevole opera di acquisto e recupero dello studio realizzato personalmente da Filadelfo alla fine degli anni ottanta dell’ottocento. Nello studio, che si pregia del titolo di Casa della Memoria, si conservano opere, ambiati e arredi originali, nonché un ricco archivio di disegni, bozzetti e prove sia di Filadelfo che della figlia Nerina. Lo studio, esso stesso opera d’arte, si fa contenitore e amplificatore di emozioni, creando atmosfere irripetibili. L’estate stazzemese si pregia di offrire questo evento, un ulteriore tassello nella saga dei Simi che rimanda all’ omaggio di fine primavera a Levigliani e di certo anche l’autunno darà i suoi frutti in tema. Un sentito ringraziamento ala dottor Bertellotti, fine conoscitore dei Simi e raffinato cultore di arte».
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