Stazzema RINGRAZIAMENTO ALLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI LUCCA
RINGRAZIAMENTO ALLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI LUCCA
Testo mail inviato ieri mattina, domenica 11 gennaio 2026, all'attenzione della Segreteria della Fondazione
Spett.le Fondazione,
come
membro del Gruppo Labaro Martiri di Mulina ma soprattutto come cultore
di storia locale che si è speso dal 1991 in poi per togliere dalla
profonda dimenticanza di 47 anni la memoria dovuta ai Martiri di Mulina
e a don Fiore Menguzzo, pastore di quel piccolo grande gregge di anime
sterminate dai nazifascisti il 1,l'8 e il 12 agosto 1944, voglio
esprimere l'enorme riconoscenza per i contributi destinati alla messa
in sicurezza del tetto della chiesa di San Rocco, intervento ormai
terminato, e per il Campo della Rimembranza della frazione.
Senza il vostro contributo la memoria
che dal 1991 è stata recuperata da sotto la lastra del silenzio e della
dimenticanza in cui è rimasta per quasi mezzo secolo avrebbe corso il
serio rischio di andare di nuovo dispersa.
Con la messa in sicurezza della chiesa che ebbe come primo parroco
la medaglia d'oro Don Fiore Menguzzo, questo rischio è stato
scongiurato.
Senza la sensibilità della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ma
soprattutto senza l'elargizione del notevole contributo che ha evitato
che dopo l'oblio della storia subentrasse l'oblio delle macerie, la
memoria che si custodisce nella frazione di Mulina, nonostante le
criticità che ancora devono essere sanate, ha ancora una grossa
opportunità per essere valorizzata e tenere vivo il sogno di vedere
realizzato quel piccolo museo della Resistenza Evangelica negli spazi
della canonica che purtroppo sta peggiorando la sua stabilità
strutturale.
Un sogno iniziato nel 1997 con tre lettere che alcuni parenti delle
vittime inviarono all'attenzione dell'allora sindaco di Stazzema Gian
Piero Lorenzoni.
Concludo esprimendo il mio più sentito GRAZIE per quanto la
Fondazione ha operato a favore della frazione di Mulina di Stazzema ma
soprattutto per quella parte di storia e di memoria di cui per 47 anni è
rimasto privato il crimine contro l'umanità compiuto dai nazifascisti
il 12 agosto 1944, iniziando a perpetrarlo proprio da Mulina di
Stazzema.
Con riconoscenza
Giuseppe Vezzoni
membro del Gruppo Labaro Martiri di Mulina di Stazzema
autore che ha levato dall'oblio don Fiore Menguzzo e le vittime civili di Mulina di Stazzema
CON
LA MESSA IN SICUREZZA DEL TETTO DELLA CHIESA DI SAN ROCCO ABBATTUTO
ANCHE IL MAGAZZINO MERCI DEL COMMERCIANTE FARNOCCHINO MANCINI GERMANO
L'immagine esteriore della chiesa è ritornata quella del pre manufatto/commerciale
Stazzema_ Nell'ambito
dell'intervento di messa in sicurezza della copertura della chiesa di
San Rocco di Mulina è stato abbattuto il fu magazzino merci della
bottega di alimentari e dell' appalto di Germano Mancini di Farnocchia,
poi conosciuti come Alimentari, Bar e Trattoria de La Franca. Il
magazzino fu costruito posizionando le travature del manufatto sul muro
esterno della chiesa, lato mulattiera. Al magazzino di Mulina facevano i
viaggi i due storici mulattieri farnocchini, Ulivi Egidio, vulgo Pittirillo,
e Antonucci Alfredo. La storia del magazzino iniziò il 5 febbraio 1957,
anno della stipula del contratto. La strada carrozzabile era appena
iniziata a costruire con il Piano Fanfani e la frazione poteva essere
raggiunta a piedi percorrendo la mulattiera che passa davanti al sagrato
delle chiesa e prosegue sulla destra dell'edificio. Le merci erano
trasportate dai muli. La realizzazione del magazzino di Germano, che
poteva essere rifornito con camioncini e motocarri fino a Mulina, fu
pagata interamente dallo storico commerciante farnocchino con una spesa
di 185 mila lire, il quale riconobbe che la costruzione fosse avvenuta
sul terreno della chiesa di Mulina e che “a essa spetta la proprietà su detto edificio”.
Il consiglio della Compagnia del SS. Sacramento di converso riconobbe
all'affittuario Mancini Germano il diritto d'usufruire del manufatto per
anni quindici, stabilendo che il contratto sarebbe scaduto il 5
febbraio 1972 e convenendo che la spesa sostenuta era il pagamento
anticipato dell'affitto. Tra il soggetto locatario e quello affittuario
fu stabilita anche questa clausola: “Qualora in questi quindici anni
concordati il tronco stradale Molina-Farnocchia venisse terminato e che
la viabilità di detta strada possa permettere il transito di
un'automobile fino a Farnocchia la Compagnia si ritiene sciolta da ogni
obbligo senza che il signor Mancini Germano possa avanzare il diritto di
rimborso della cifra predetta”. L'affittuario inoltre riconobbe
al parroco, e solo al parroco, di usufruire “in parti uguali” del
locale. Firmatari del contratto Don Dilvo Martelli (parroco), Mancini
Germano (Affittuario) Bottari Enrico (Priore della Compagnia), Puliti
Amalio ( Camarlingo), Bramanti Fioravante, Puliti Angelo, Matana Oscar,
Garbati Bruno (Consiglieri). Poiché il primo pullman del servizio
pubblico giunse a Farnocchia il 16 agosto 1973, si presume che nel 1972
la frazione di Farnocchia fosse già raggiungibile in auto. Il magazzino
dopo il 1972 funse da garage dell'auto del parroco fintanto che la
parrocchia di San Rocco di Mulina fu retta dal successore di don Dilvo
Martelli, don Antimo Rosa e sua sorella Maria, vulgo “la Signorina”, i
quali risiedettero fino alla fine degli anni '80 nella canonica di San
Rocco prima di trasferirsi in quella della parrocchia di Brancaliana
(Ponterosso). Poi il locale/magazzino funse da ripostiglio degli
attrezzi da muratore di don Donato Morosini e, dopo l'alluvione, delle
attrezzature utilizzate per le sagre organizzate dal Comitato Mulina,
organismo che si costituì a seguito l'evento alluvionale del 19 giugno
1996 e che ebbe come sede legale la disponibilità dei locali della
canonica.
Giuseppe Vezzoni
Responsabile di Libera Cronaca,addì 12.1.2026