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  • 17/01/2026 14:59

Le parole che curano e quelle che feriscono quando qualcuno sta male dentro

Quando una persona sta male dentro, il problema non è solo il dolore che porta, ma il silenzio che spesso lo circonda. Le parole giuste non fanno miracoli, ma possono evitare di fare danni. Quelle sbagliate, invece, anche se dette con buone intenzioni, riescono a peggiorare tutto senza accorgersene. A chi soffre davvero non serve sentirsi spiegare la vita. Serve sentirsi riconosciuto. Dire “ti vedo”, anche senza dirlo apertamente, è già un gesto enorme. Significa non minimizzare, non correggere, non mettere fretta. Significa accettare che quel dolore esiste, anche se non lo capisci fino in fondo. Le parole che aiutano sono semplici, imperfette, umane. Frasi come “non devi essere forte per forza”, “non devi avere le risposte”, “possiamo stare qui anche in silenzio”. Sono frasi che non aggiustano, ma accompagnano. Ed è spesso l’unica cosa davvero possibile. Accanto a ciò che si può dire, però, c’è una lunga lista di cose che sarebbe meglio non dire mai. Non perché siano cattive, ma perché sono vuote o fuori posto. “Passerà” è una delle più inflazionate: detta a chi soffre, suona come una promessa senza garanzie. “Devi reagire” scarica tutta la responsabilità su chi già fatica a respirare. “C’è chi sta peggio” non consola, confronta e basta, e il dolore non funziona a graduatorie. Anche il classico “pensaci meno” è una trappola: se fosse possibile, la persona lo avrebbe già fatto. “Sii positivo” è un altro modo elegante per dire “non voglio vedere la tua sofferenza”. E poi c’è il pericoloso “ma hai tutto”, che ignora una verità semplice: si può avere tutto fuori e sentirsi vuoti dentro. La verità è che non esistono frasi perfette. Esiste però l’ascolto sincero. Dire “non so cosa dire, ma ci sono” vale più di qualsiasi discorso ben costruito. Non serve riempire il vuoto con parole intelligenti: a volte basta non scappare. Chi sta male dentro non chiede di essere salvato, ma di non essere lasciato solo. E se proprio dobbiamo sbagliare, meglio sbagliare per eccesso di presenza che per difetto di umanità. Perché il dolore condiviso non sparisce, ma pesa un po’ meno. fai Informazione news https://fai.informazione.news

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