Aspettando il Carnevale di Viareggio 2026
Il Carnevale di Viareggio, per me, comincia sempre prima delle sfilate. Inizia quando febbraio si avvicina e già se ne parla tra amici, in famiglia, soprattutto con i bambini che fanno il conto alla rovescia. È quell’attesa lì che rende tutto ancora più bello.
Anche da Lucca lo si sente arrivare. Conosco tanti lucchesi che ogni anno non vedono l’ora di portare i figli a Viareggio, perché sanno che li aspetta qualcosa di speciale. I carri, i colori, la musica… ma soprattutto quegli occhi che si illuminano appena entrano sulla Passeggiata a Mare. È un’emozione che da adulti forse abbiamo un po’ dimenticato, ma che grazie ai bambini torna fuori tutta.
Ora che il Carnevale 2026 non è ancora iniziato, c’è quell’atmosfera fatta di curiosità e di domande: “Come saranno i carri quest’anno?”, “Quale piacerà di più ai bambini?”, “Chi vincerà?”. Si immaginano le forme, i colori, le maschere, e intanto l’attesa cresce giorno dopo giorno.
Il bello del Carnevale di Viareggio è che non delude quasi mai. Quando poi finalmente arrivano le sfilate, sembra che tutta quell’attesa trovi il suo senso: i carri enormi che avanzano, la cartapesta che prende vita, le risate, i coriandoli che volano ovunque. E i bambini lì, incantati, che non vorrebbero più andare via.
Per molti di noi lucchesi o semplici appassionati e amici viareggini il Carnevale è anche questo: aspettarlo. Sapere che sta per arrivare qualcosa di leggero, allegro, capace di farci staccare dalla routine anche solo per un pomeriggio. E finché non comincia davvero, ce lo godiamo così: immaginandolo, raccontandolo e contando i giorni che mancano.