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  • 26/04/2026 15:25

Lucca aveva un porto. Sotto la città. Collegato all'Oriente.

Lucca aveva un porto. Sotto la città. Collegato all'Oriente. Non in senso metaforico: un porto vero, con banchine, scali di attracco e imbarcazioni cariche di seta grezza che arrivavano dall'altra parte del mondo. Si chiamava Porto della Formica, stava nel quartiere San Concordio, a 300 metri da Porta San Pietro — nel cuore di una città che non ha nemmeno il mare. La prima traccia scritta è del 21 febbraio 975: una pergamena del vescovo Adalongo cita il "Porto Flumicello". Ma potrebbe essere ancora più antico — alcune strutture suggeriscono un canale di centuriazione romano, uno di quei solchi d'acqua che i legionari tracciavano per drenare e navigare allo stesso tempo. Funzionava così: il canale della Formica — 7 metri di larghezza, abbastanza per imbarcazioni da carico — collegava Lucca a una rete idroviaria che passava per il Lago di Bientina, raggiungeva l'Arno, e da lì scendeva fino al Mar Tirreno. Pisa, Firenze, il Mediterraneo: tutto navigabile. E così, per secoli, dentro questa città murata e apparentemente chiusa, arrivava la seta grezza dall'Oriente. Aspetta — qui la scala cambia. Lucca nel Medioevo era una delle capitali europee della seta lavorata. La rivendeva a corti, chiese, mercanti di tutta Europa. Quel primato non era solo artigianato: era logistica. E la logistica era il Porto della Formica — 68 metri di lunghezza, 16 di larghezza, una darsena di 10x5 metri, 4 scali di attracco, un magazzino merci. Nel 1593 c'è persino un accordo ufficiale tra l'Offizio delle Fortificazioni e i barcaioli del porto: serviva per trasportare le pietre dalle cave di Guamo per costruire le mura rinascimentali che ancora oggi cingono la città. Il porto non serviva solo la seta. Serviva il sale, i rifornimenti alimentari durante le carestie, il materiale da costruzione. Era l'aorta di una città che all'esterno sembrava impermeabile. Poi arrivò la ferrovia. Intorno al 1848, il traffico commerciale cessò. La darsena fu interrata. Sopra ci costruirono i Gasometri — l'infrastruttura del gas cittadino, poi dismessa a sua volta. Nel Novecento, la strada divenne via della Formica: un nome, rimasto lì come una firma. E sotto, il porto aspettava. Nel 2009, durante gli scavi per l'area ex Gesam, le strutture della darsena sono riemersa quasi intatte. Le murature degli scali, documentati già nelle mappe del 1780, erano ancora lì. Insieme a reperti romani ed etruschi, e ai resti di una pensilina della tramvia — tre strati di storia sovrapposti nello stesso metro quadro. Una città senza sbocco al mare aveva un porto medievale che la connetteva all'Oriente. Lo sapevano tutti. Poi lo dimenticarono. Poi ci costruirono sopra un gasometro. Poi il gasometro sparì — e il porto era ancora lì. In breve: Lucca aveva un porto fluviale medievale — il Porto della Formica — che attraverso canali collegava la città al Lago di Bientina, all'Arno e al mare Per secoli fu il centro del commercio della seta: la materia prima arrivava dall'Oriente via acqua, e ripartiva lavorata verso l'Europa Con la ferrovia del 1848 fu interrato e sepolto sotto i Gasometri; nel 2009, gli scavi nell'area ex Gesam ne hanno riportato alla luce le strutture quasi intatte. Quel che non sapevi - facebook

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