SFALCI, IL CONSORZIO PRECISA: “INTERVENTI CONCLUSI I MATERIALI SONO STATI REGOLARMENTE RIMOSSI”
Ricostruite le fasi operative sul Canalmagro e sul Versilia:
volumi incompatibili con le cifre indicate dagli imprenditori del
litorale, si attende l’esito della perizia del Tribunale delle Acque.
Il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord ritiene opportuno fornire
alcuni chiarimenti in merito alle segnalazioni diffuse da imprenditori
del litorale – balneari, operatori della darsena di Cinquale e attività
della costa – sulle operazioni di sfalcio lungo i coresi d’acqua.
Al momento delle prime dichiarazioni, le lavorazioni sul Canalmagro
non erano ancora concluse: il ciclo operativo comprende anche la
raccolta e la rimozione del materiale di sfalcio, fase finale
dell’intervento. Le piogge della notte tra il 2 e il 3 giugno hanno
modificato l’assetto del cantiere, rendendo necessario l’intervento di
una ditta specializzata. Il 4 giugno una pala meccanica ha rimosso il
materiale trascinato in alveo dalla piena. Gli operatori del Consorzio
sono presenti quotidianamente per verificare le lavorazioni delle ditte
incaricate ed eseguire ulteriori rifiniture.
Per quanto riguarda la darsena di Cinquale, si comprende la
preoccupazione dell’imprenditore, ma è necessario distinguere i diversi
contesti idraulici. Nei tratti del fiume Versilia di competenza del
Consorzio, gli sfalci vengono regolarmente raccolti, pressati e portati
via. Il Canalmagro sbocca nel Versilia solo dopo aver attraversato
briglie, griglie, panne di contenimento e un tratto tombato: una
configurazione che rende oggettivamente difficile che il materiale
proveniente da questo corso d’acqua possa raggiungere la darsena. Le
operazioni di bonifica in corso alla Buca degli Sforza confermano
ulteriormente questo quadro.
Le quantità di materiale indicate da alcuni imprenditori non
risultano compatibili con i volumi prodotti da qualunque intervento di
manutenzione. Gli sfalci rimossi annualmente lungo il Versilia dal
Consorzio si attestano attorno ai 250 quintali, valori molto lontani da
quelli citati. Per quanto riguarda poi il materiale spiaggiato a seguito
delle mareggiate, è opportuno inoltre ricordare che analisi già
effettuate negli anni passati hanno dimostrato che è costituito in larga
parte da posidonia e vegetazione acquatica, non da sfalci provenienti
dai corsi d’acqua.
Il Consorzio opera su migliaia di chilometri di corsi d’acqua, con
l’obiettivo di mantenere uno standard qualitativo elevato. La percezione
di un disagio locale, pur comprensibile, può risultare fuorviante se
non inserita in un sistema idraulico così esteso e complesso, dove gli
interventi devono rispettare tempi tecnici, condizioni di sicurezza e
dinamiche naturali.
È attualmente pendente un procedimento presso il Tribunale delle
Acque, con consulenza tecnica in corso. Il Consorzio ritiene doveroso
attendere l’esito della perizia, che offrirà un quadro oggettivo e
completo dei fatti.
La nuova amministrazione ha costantemente dato mandato agli uffici
affinché intensificassero e monitorassero l'attività di raccolta e
rimozione degli sfalci. Il Consorzio prosegue le proprie attività con
rigore tecnico e piena disponibilità al confronto, ritenendo essenziale
che ogni valutazione si basi su dati verificati e sugli accertamenti in
corso.