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  • 19/06/2026 13:28

Il confine tra libertà e intolleranza

Il confine tra libertà e intolleranza Oggi la parola "fascismo" viene spesso usata per definire qualsiasi idea ritenuta autoritaria o distante dalla propria visione politica. In molti casi è diventata un'etichetta con cui liquidare l'avversario, senza entrare nel merito delle sue argomentazioni. Questo contribuisce ad alimentare un clima sempre più polarizzato, nel quale il confronto lascia spazio allo scontro. Il fascismo storico fu un regime che abolì le libertà fondamentali: censura della stampa, repressione degli oppositori, controllo delle istituzioni e uso della violenza politica. Tuttavia, alcuni atteggiamenti autoritari possono emergere anche nelle democrazie, pur senza trasformarle in dittature. Tra questi rientrano il tentativo di censurare opinioni sgradite, impedire conferenze, mettere a tacere giornalisti o delegittimare chi esprime idee diverse. La repressione non ha un solo colore politico. Nel corso della storia sia l'estrema destra sia l'estrema sinistra hanno utilizzato metodi violenti per colpire gli avversari. Ancora oggi si vedono episodi di vandalismo, aggressioni e manifesti con politici raffigurati impiccati o a testa in giù, immagini che richiamano pagine drammatiche della storia italiana e che alimentano soltanto odio. Anche il dibattito sui temi etici è sempre più acceso. Da una parte c'è chi difende la famiglia tradizionale come modello sociale, dall'altra chi rivendica i diritti della comunità LGBTQ+. Il problema nasce quando il confronto si trasforma in una guerra culturale, dove chi la pensa diversamente viene automaticamente etichettato come omofobo, bigotto, estremista o, al contrario, come nemico dei valori tradizionali. Una democrazia sana non si misura dal fatto che tutti siano d'accordo, ma dalla capacità di permettere il dissenso. La libertà di espressione deve valere per tutti, anche per chi sostiene idee impopolari, purché non inciti alla violenza o alla discriminazione. Quando la censura, l'intimidazione e l'odio prendono il posto del dialogo, il rischio non è il ritorno di un solo regime, ma l'indebolimento della stessa cultura democratica.

I commenti

Cinque minuti da dedicare ai sostenitori del pensiero liberale
corrente di pensiero che unisce tutti quanti i membri dell'arco costituzionale
quindici anni fa per poter parlare dovevi provare di essere comunista
oggi è diverso devi essere liberale e possibilmente anche progressista:

Cinque minuti, da dedicare
cinque minuti mi vorranno ascoltare?
Leggi e decreti per farmi tacere
ma io me ne frego non mi posso fermare.

Ascolta: ho una proposta. Credo che non sia male:
affida tuo figlio ad una coppia omosessuale.
L'avete detto voi, la libertà è anche questo:
l'amore tra due uomini è una cosa normale.
Vedrai che bella cosa le checche son famose per la loro innata sensibilità
Affidagli tuo figlio per dare un contributo al miglioramento di questa società.

Ho cinque minuti da dedicare ai sostenitori del pensiero liberale
cinque minuti per ricordare che starò bene attento a non farmi fregare.
La mentalità del pensiero liberale passo dopo passo celebra il funerale
compra la tua anima e la vera libertà e quando te ne accorgi non c'è niente da fare.

Londinese Italianizzato - 19/06/2026 17:05

C'è anche chi commenta e non capisce il senso ma la tolleranza pure questo

UomoSessuale - 19/06/2026 17:00

Bel calderone di qualunquismo fascio-populista, con la consueta congerie di confusione dei ruoli. Questo nuovo farmaco della destra pare ormai aver sostituito il caro vecchio olio di ricino.

Eppure non sarebbe difficile dare il giusto peso e la giusta collocazione alle parole.
Se una persona fa dichiarazioni omofobe, non è che "la pensa in modo diverso": è omofoba.
Se una persona ha nostalgia del fascismo e dei suoi metodi e non si fa problemi a dirlo, non è un democratico che "la pensa diversamente": è un fascista e un nostalgico del fascismo.
Chi si trova in imbarazzo di fronte a parole come "antifascista", "25 aprile", "liberazione", "Partigiano", non è uno che "la pensa diversamente": è intimamente fascista, e per questo va condannato.

Il tentativo di impedire la diffusione di idee, scritti e parole che si rifanno al fascismo e ai suoi principi non ha nulla a che vedere col "censurare opinioni sgradite, impedire conferenze, mettere a tacere giornalisti o delegittimare chi esprime idee diverse". Significa solo amare la propria patria, la costituzione italiana repubblicana, la democrazia, e questo impone di tentare di arginare il fenomeno con ogni mezzo.

Il farmaco della destra - 19/06/2026 16:30

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