Martini (PD): “Lucca e il futuro che merita: servono concretezza, misura e qualità della vita”
Martini (PD): “Lucca e il futuro che merita: servono concretezza, misura e qualità della vita”
La
consigliera comunale PD interviene sul DUP 2027-2029: “Cresce il
debito, aumentano le difficoltà per chi vive la città e troppe scelte
sembrano pensate per la vetrina anziché per la quotidianità dei
lucchesi”
«A pochi mesi dalla conclusione naturale di questo
mandato amministrativo, l’approvazione del Documento unico di
programmazione 2027-2029 rappresenta inevitabilmente anche l’occasione
per fare un bilancio lucido di questi anni e, soprattutto, per chiederci
quale Lucca vogliamo costruire per il futuro».
A intervenire è
Chiara Martini, consigliera comunale del Partito Democratico, che pone
al centro una questione politica: la distanza sempre più evidente tra la
città raccontata dall’amministrazione Pardini e quella vissuta ogni
giorno da chi a Lucca abita, lavora, studia, cresce i propri figli.
«Lucca
si è sempre distinta per uno stile inconfondibile, fatto di garbo,
misura, concretezza e qualità della vita. Oggi, invece, tra i residenti
del centro storico così come nei quartieri e nelle frazioni cresce una
stanchezza profonda di fronte a un modello che sembra puntare
prevalentemente sul turismo di massa, sulla continua successione di
eventi e su una gestione della mobilità che troppo spesso produce disagi
anziché offrire soluzioni».
La narrazione istituzionale descrive
una città dinamica, attrattiva, continuamente al centro
dell’attenzione. «Ma basta uscire dalla bolla della comunicazione per
accorgersi che la quotidianità è diversa. Traffico e mobilità continuano
a rappresentare una criticità fortissima, crescono le preoccupazioni
per la sicurezza urbana e per la manutenzione quotidiana, mentre
l’accessibilità del centro e il rapporto tra centro storico e periferie
restano questioni irrisolte. Dobbiamo tornare a domandarci come stanno
davvero i lucchesi nella loro città, non soltanto quanti eventi
riusciamo a mettere in calendario».
A preoccupare Martini sono
soprattutto le prospettive finanziarie contenute nei documenti
dell’ente. «I numeri del debito meritano molta più attenzione di quella
che l’amministrazione sembra voler loro dedicare. Il residuo del debito,
pari a circa 57 milioni di euro nel 2025, è previsto oltre gli 84,5
milioni nel 2027 e destinato a superare i 90 milioni, fino a sfiorare i
94 milioni nel 2028. Significa contrarre decine di milioni di nuovi
mutui e caricare sulle amministrazioni e sulle generazioni future scelte
compiute oggi, anche per progetti la cui fattibilità e sostenibilità
meritano di essere seriamente approfondite».
E mentre si
moltiplicano annunci e inaugurazioni, Martini ricorda che una parte
significativa delle opere oggi rivendicate dall’amministrazione affonda
le proprie radici nel lavoro svolto negli anni precedenti. «Il restauro
del Mercato del Carmine, la palestra Bacchettoni, gli impianti sportivi
di San Lorenzo a Vaccoli e Santa Maria del Giudice, il sottopasso
pedonale di piazzale Ricasoli: sono opere pensate, progettate,
finanziate o comunque avviate dall’amministrazione Tambellini e dal
centrosinistra. È giusto portarle a compimento, ma è altrettanto giusto
ristabilire la verità quando si raccontano alla città».
«Negli
ultimi giorni abbiamo assistito all’ennesima raffica comunicativa: i
primi mattoni al nuovo palazzetto Silver nell’area dell’ex Croce Rossa,
il September Lucensis, Murabilia, l’avvio delle operazioni per
l’allestimento di Lucca Comics&Games. E poi la politica, con
l’annunciata adesione del sindaco Pardini a Fratelli d’Italia dopo la
passerella di partito a Bari. Una sequenza perfetta per alimentare la
narrazione di una città in continuo movimento. Ma la politica non può
trasformarsi in una permanente campagna promozionale».
Per
Martini occorre quindi riportare il confronto sulla vita reale delle
persone e sulle sfide che attendono Lucca: casa, servizi, famiglie,
giovani, anziani e caregiver, sostenibilità della spesa corrente dopo la
stagione del PNRR, manutenzione e qualità degli spazi pubblici.
«Il
problema della casa sta diventando sempre più pesante soprattutto per i
giovani, che devono confrontarsi con affitti spesso inaccessibili e una
crescente pressione sul mercato residenziale. Allo stesso tempo abbiamo
una popolazione che invecchia e famiglie e caregiver che hanno bisogno
di servizi e risposte strutturali. Sono queste le questioni sulle quali
si misura la qualità di un’amministrazione. Lucca non ha bisogno di
vetrine effimere né di una politica affidata prevalentemente alla
comunicazione. Ha bisogno di programmazione, concretezza, cura
quotidiana e capacità di tenere insieme sviluppo e qualità della vita.
Dobbiamo aprire una riflessione collettiva e matura sul modello di città
che vogliamo per i prossimi anni. La domanda da cui partire è molto
semplice: i lucchesi, le persone che qui abitano, lavorano e studiano,
stanno davvero meglio oggi? È su questa risposta, e non sul numero dei
comunicati stampa o degli eventi organizzati, che dovremmo misurare il
governo della città».
«Lucca merita di ritrovare la propria
misura e, insieme, l’ambizione di costruire il futuro. Un futuro nel
quale tornino al centro le persone, i quartieri e le frazioni, la
qualità dei servizi, la possibilità di abitare la città e la cura
autentica del territorio. È da qui che dobbiamo ripartire».
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Partito Democratico Unione Comunale di Lucca