APPELLO DI 81 COMPONENTI DEL PERSONALE DELL’I.S.I. “N. MACHIAVELLI” DI LUCCA
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APPELLO DI 81 COMPONENTI DEL PERSONALE DELL’I.S.I. “N. MACHIAVELLI” DI LUCCA CONTRO IL NUOVO DECRETO SCUOLA
Col presente appello, sottoscritto da 81 componenti del personale dell’I.S.I. “N.
Machiavelli” di Lucca, intendiamo esprimere profonda preoccupazione dinanzi alle misure
sulla scuola approvate dal Consiglio dei ministri, già preannunciate con toni trionfalistici dalla
presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla festa di Gioventù Nazionale e successivamente
sviluppate dal ministro Valditara.
Tra gli aspetti che destano maggiori perplessità vi è il tetto del 30% di alunni stranieri
nelle classi prime delle scuole primarie e delle secondarie di primo e secondo grado.
Una tale misura, da un punto di vista strettamente tecnico, non ha ragione d’esistere: non vi è
alcuna emergenza che ne giustifichi il contenuto. Secondo le stime, gli alunni con background
migratorio rappresentano l’11,6% della popolazione studentesca, di cui i due terzi sono nati in
Italia; inoltre, le classi in cui la percentuale di alunni di prima generazione supera il 20% sono
circa 1.000 su 300.000.
Il provvedimento, dunque, crea allarme laddove non c’è emergenza, mentre non prende
in esame quelli che sono i reali problemi della scuola, primo fra tutti la carenza di personale e
le classi pollaio, risolti i quali verrebbero progressivamente meno molte delle difficoltà
riscontrate nelle classi con alunni non italofoni.
Un’iniziativa legislativa del genere, oltretutto, mina pericolosamente i principi di
solidarietà e di accoglienza su cui si fonda la nostra Costituzione e da cui la scuola, in quanto
istituzione incaricata di formare i cittadini del futuro, non può in alcun modo prescindere.
Il decreto, infatti, imponendo il tetto del 30% di alunni stranieri per classe,
comporterebbe una distribuzione degli stessi sulla base della cittadinanza e della conoscenza
dell’italiano. Una misura così pensata schederebbe come “diversi” i figli delle famiglie
immigrate, classificandoli per la loro origine e la loro appartenenza etnica. In tal modo, verrebbe
integralmente demolita l’idea di una scuola come comunità che accoglie, che educa al rispetto
e alla valorizzazione delle differenze, che crea legami sociali tra persone con background
culturali differenti.
In quanto parte attiva di una comunità educante e democratica, ci schieriamo
apertamente contro un provvedimento inutile e socialmente dannoso, fedeli alle parole che
campeggiano all’ingresso dei nostri tre istituti: “Questa scuola condanna ogni forma di
razzismo e di fascismo”.
Esprimiamo piena solidarietà alle colleghe, ai colleghi, ai genitori e agli studenti della
scuola primaria Daneo di Genova, a cui le autorità locali, agendo in maniera miope e autoritaria,
hanno arbitrariamente sottratto uno striscione appeso davanti all’ingresso della scuola recante
la scritta: “Qui nessun* è stranier*”. Nella nostra scuola, antifascista e antirazzista, nessuno
mai sarà straniero.
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