Lucca Obesità: la malattia silenziosa che ridisegna il futuro della salute (https://lavocedinewyork.com)
Dania Ceragioli - https://lavocedinewyork.com
Obesità: la malattia silenziosa che ridisegna il futuro della salute
Dal convegno di Lucca all'emergenza mondiale, curarla diventa una priorità sociale
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L’obesità non è semplicemente un “eccesso di peso”. Questo importante concetto è stato sottolineato durante il convegno organizzato sabato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Lucca, nella città toscana, dal titolo “Obesità: una malattia da curare”. L’evento ha offerto una visione completa e multidimensionale di una problematica che va ben oltre la massa corporea, configurandosi come una patologia multifattoriale e con importanti ripercussioni sulla salute individuale e collettiva.
L’apertura del seminario ha fatto riferimento alla Legge Pella, introdotta in Italia nell’ottobre 2025, in cui si riconosce per la prima volta al mondo e ufficialmente come l’obesità sia una malattia cronica progressiva e recidivante.
La prima relatrice, la Dottoressa Cristina Lencioni, ha tracciato l’evoluzione storica del suo concetto, confermando che oggi è considerata un disturbo con molteplici determinanti biologiche, ambientali e comportamentali. Ha ricordato come questa condizione si associ a infiammazione persistente, a modificazioni metaboliche e a un’aspettativa di vita ridotta, in particolare nei soggetti con sovrappeso di secondo grado o superiore
Questa visione, sottolineata dalla relatrice, riflette l’impostazione moderna delle società scientifiche internazionali, che riconoscono l’obesità, non solo come un problema estetico, infatti è anche comunemente associata a resistenza insulinica, aumento del rischio di diabete tipo 2, ipertensione, malattie cardiovascolari e alcune forme di tumore.
Secondo i dati Istat mostrati nel 2023, in Italia quasi la metà degli adulti ha un eccesso di peso (BMI ≥ 25).
34,6% in sovrappeso.
11,8% in condizione di obesità.
Il dato complessivo è sostanzialmente stabile rispetto al 2022, con un lieve aumento di quest’ultima soprattutto tra i giovani (18–34 anni).
Queste cifre collocano la Nazione al di sotto dei livelli registrati in molti paesi OCSE, ma mostrano una tendenza al rialzo negli ultimi anni, riflettendo un progressivo cambiamento negli stili di vita e nei modelli alimentari. In numeri assoluti: oltre 23 milioni di italiani convivono con un’elevata massa corporea, un aumento significativo rispetto a vent’anni fa.
Durante il convegno sono intervenuti anche altri esperti, fra cui:
Il Dottor Emilio Pasanisi che ha affrontato l’approccio terapeutico: la gestione dell’obesità come strumento fondamentale per proteggere il sistema cardiovascolare, oggi una delle principali cause di morte prematura.
Il Dottor Gian Luca Bracco ha invece focalizzato l’attenzione sull’obesità nella donna: dalle trasformazioni ormonali della pubertà alla menopausa, con particolare attenzione alle strategie di intervento nei diversi momenti della vita femminile.
La Dottoressa Ilaria Casadidio ha illustrato i dati di prevalenza e l’importanza di terapie personalizzate, basate su approcci nutrizionali, farmacologici e comportamentali.
Anche se al momento in Italia i tassi di obesità rimangono contenuti rispetto ad altri paesi, negli Stati Uniti il fenomeno ha raggiunto proporzioni epidemiche.
In base alle cifre più recenti dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, oltre il 35% degli adulti presenta obesità (BMI ≥ 30). In alcuni stati, la percentuale supera addirittura il 40%, confermando come la patologia rappresenti una vera e propria emergenza nazionale. Inoltre la malattia è responsabile di centinaia di migliaia di decessi prematuri ogni anno, con costi sanitari e sociali estremamente elevati.
Questo confronto evidenzia come gli USA rappresentino oggi un “laboratorio” avanzato di quella che potrebbe diventare una crisi globale di salute pubblica, con implicazioni anche per i paesi europei che stanno seguendo trend simili, seppur più attenuati.
L’obesità genera costi diretti e indiretti molto elevati. In Italia nei prossimi 10 anni si stima aumentino di oltre il 20%:
incremento delle spese sanitarie per malattie correlate (cardiopatie, diabete, complicanze metaboliche),
perdita di produttività lavorativa,
costi trasversali legati all’assenteismo e alla ridotta capacità lavorativa.
Questa condizione determina quindi impatti profondi e non conosce confini geografici. Prevenire, curare e adottare stili di vita sani non è più solo una scelta individuale, ma un’urgenza sanitaria e sociale, indispensabile per proteggere la salute delle generazioni attuali e future.