Sacchi di rifiuti speciali
Passando in mountain bike sulle bellissime strade
sterrate della Francigena, che richiamano tutt'oggi molti turisti
stranieri a visitare l'Oasi del Bientina, stamani mi sono imbattuto in
un abusivo conferimento di rifiuti.
In un luogo fra
l'altro a me caro per averlo già descritto nel lontano 1994 in una
guida turistica sul capannorese presentata all'Istituto italiano di
Cultura di Koeln.
Giunto di fronte al campo
sportivo di S.Ginese sono rimasto allibito: qualcuno nottetempo ha
depositato grandi sacchi con la fatidica lettera "R."
Incredulo ho fotografato il tutto e su certuni contenitori ho purtoppo letto "amianto.
Negli vicini impianti, fra l'altro, sempre ignoti, pare, si siano introdotti devastando e sporcando l'ambiente circostante.
Spero
ovviamente che il Comune in cui abito, che fra l'altro detiene un'
encomiabile politica territoriale sui rifiuti, possa al più presto
provvedere ad indagare le responsabilità di questi veri e propri
terroristi ecologici.
Giova allo scopo ricordare
come, un po' in tutta la solitaria area del Padule di Bientina, siano
da tempo sorte varie discariche a cielo aperto.
Per lo più nascoste nei fossati o nei corsi d'acqua adiacenti.
Da
amante delle due ruote, da capannorese un tempo iscritto ad Italia
Nostra ma, soprattutto da giornalista amante della natura, ho ritenuto
utile scattare una panoramica fotografica sul grave fatto.
Anche perché, a dirla tutta, proprio da
questi ambienti puludosi ho tratto ispirazione per la realizzazione del
mio ultimo romanzo noir "Il Lago della Menzogna" (Amazon) che fra
l'altro ho avuto l'onore di presentare al centro municipale di Athena ed in cui parlo proprio di una passata ed immaginifica storia di traffico di rifiuti speciali.
Massimo Raffanti.