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  • 05/01/2026 13:39

Pace per i venezuelani, affari per gli USA

Un messaggio dal Venezuela al mondo e agli Stati Uniti: Il Venezuela ribadisce il proprio impegno per la pace e la convivenza pacifica. Il nostro Paese aspira a vivere senza minacce esterne, in un clima di rispetto e di cooperazione internazionale. Crediamo che la pace globale si costruisca innanzitutto garantendo la pace all’interno di ciascuna nazione. Diamo priorità a un percorso verso relazioni internazionali equilibrate e rispettose tra gli Stati Uniti e il Venezuela, e tra il Venezuela e gli altri Paesi della regione, fondate sull’eguaglianza sovrana e sulla non ingerenza. Questi principi orientano la nostra diplomazia con il resto del mondo. Invitiamo il governo degli Stati Uniti a collaborare con noi su un’agenda di cooperazione volta allo sviluppo condiviso, nel quadro del diritto internazionale, per rafforzare una convivenza duratura tra le nostre comunità. Presidente Donald Trump, i nostri popoli e la nostra regione meritano pace e dialogo, non guerra. Questo è sempre stato il messaggio del Presidente Nicolás Maduro, ed è il messaggio di tutto il Venezuela in questo momento. Questo è il Venezuela in cui credo e al quale ho dedicato la mia vita. Sogno un Venezuela in cui tutti i venezuelani di buona volontà possano ritrovarsi uniti. Il Venezuela ha diritto alla pace, allo sviluppo, alla sovranità e a un futuro. Delcy Rodríguez Presidente ad interim della Repubblica Bolivariana del Venezuela Questo è quanto ha scritto il 5 gennaio sul proprio account Telegram la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, prima di postare un ulteriore contenuto in cui ha ricordato il sacrificio di 32 cubani "assassinati nel corso della criminale aggressione militare degli Stati Uniti contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela", con cui la inviato le "condoglianze al Presidente Díaz-Canel, al governo e al glorioso popolo di Cuba". I 32 cubani costituivano la nuova guardia presidenziale di cui Maduro si era circondato da poco tempo, non fidandosi più dei precedenti "pretoriani". Che cosa ci dice il post di Delcy Rodríguez? Che la presidente ad interim stia facendo due parti in commedia: mentre ai venezuelani ha detto che difenderà l'indipendenza - anche economica - del Paese, in realtà si è già accordata - e da tempo - con gli Stati Uniti per consegnare alle loro aziende le chiavi del settore petrolifero. Tra l'altro, si dice che la Rodríguez abbia già siglato un accordo con la Chevron. Questa chiave di lettura spiegherebbe anche il perché Trump abbia liquidato le speranze della nobel Machado di un cambio di regime nel Paese. Infondo a Trump interessava il petrolio venezuelano, non certo che in Venezuela vi sia un regime democratico. Anzi... le possibilità di sfruttamento delle risorse di quella nazione sarebbero più garantite da una dittatura che da una democrazia. Per concludere, c'è poi un ulteriore aspetto da tenere in considerazione: la convenienza economica del petrolio venezuelano, che viene venduto con forti sconti, che servono a compensare costi tecnici reali (diluizione/upgrade + raffinazione più “dura”), conseguenti alla sua scarsa qualità. Gran parte delle riserve venezuelane è costituita da greggio pesante o extra-pesante (Orinoco). Per renderlo più commerciabile, essendo viscoso, va spesso "tagliato" (con nafta/condensati o greggi leggeri) per diluirlo e renderlo più "scorrevole", in modo anche da rispettare specifiche di trasporto e carico. Il risultato? resa più bassa di benzine/gasoli “facili” e più alta di frazioni pesanti/residui; più trattamenti (desolforazione, conversione profonda) e spesso più idrogeno/energia; più complessità impiantistica richiesta in raffineria (coker, hydrocracker, desolforatori capienti). Con che conseguenze? Proprio perché è pesante e ad alto contenuto di zolfo, il greggio venezuelano tende ad essere scambiato con molto meno valore rispetto al Brent. Un esempio recente riportato da Reuters: a dicembre 2025 lo sconto del "Merey" destinato alla Cina è passato da circa 14–15 dollari al barile fino a circa 21 dollari (rispetto al prezzo di mercato del Brent). Ma allora perché gli americani sono così interessati? Perché quello quello sconto è determinato in parte anche ad altri aspetti - rischio logistici, sanzioni, condizioni commerciali (pagamenti, shipping, disponibilità di navi, ecc.) - che con un coinvolgimento diretto delle aziende Usa non verrebbero più a incidere. Quindi, qual è la morale in tutto questo? Che per il popolo venezuelano non cambierà nulla: per una parte le aspirazioni democratiche rimarranno un sogno, mentre la maggior parte delle persone è condannata a vivere in uno stato di costante incertezza, prima di tutto economica. Tutto rimarrà uguale... l'unica differenza sarà che a "comandare" non ci sarà più Maduro ma Rodríguez, finche ubbidirà a Trump! Link https://fai.informazione.news/7D415BB9-7251-4FA3-AB04-474DB0E0A8D4/Pace-per-i-venezuelani-affari-per-gli-USA-questa-la-lettura-del-post-su-Telegram-di-Delcy-Rodriguez

I commenti

Trump è un antidemocratico, antiliberale e antiliberista (come i dazi dimostrano). Per cui preferisce dittatori ed autocrati ai leader democratici. Preferisce Putin a Zelensky, preferisce Orban a Merz, ha mandato Vance a fare l'apologia di Alternative Fur Deutschland, minaccia la democratica Danimarca. Trump è un porco, ma finché per l'Ucraina ci sarà speranza lo dovremo sopportare. Poi speriamo ch,e alle prossime elezioni presidenziali USA, vincano i democratici. Ammesso ci siano libere elezioni. In ogni caso gli europei dovranno armarsi ed avere sistemi di sicurezza e satellitari autonomi. Se no saranno servi di Trump, oppure di Putin, oppure di entrambi.

Anonimo - 06/01/2026 02:40

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